Il colpo di gennaio: la fantasia

Il colpo di gennaio: la fantasiaMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
venerdì 6 gennaio 2017, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Sul tavolo all'Epifania non c'è molto. Voci più o meno infondate che si rincorrono, rinnovi contrattuali in coda, dinieghi dei cinesi per un ragazzo dell'Ascoli e dell'Everton per il prestito di una sua riserva, l'addio di Luiz Adriano (può essere sostituito, in base al suo rendimento nell'ultimo anno solare, anche da un Primavera), le difficoltà nel liberarsi di Honda, closing all'orizzonte che rimane a distanza costante. Buon per Montella che l'antifona l'ha capita per tempo e su queste labili basi sta lavorando da settimane. Il vero acquisto, pagato di tasca propria, sarà la fantasia nel ridistribuire forze e ruoli e va messa in preventivo la pazienza, perché supportata dalla buona fede. In questi giorni tanto per cominciare si è letto di Bertolacci come possibile vice-Locatelli. Si è letto delle condizioni in progresso di Mati. Abbiamo visto tutti invece con i nostri occhi la crescita registrata a Doha da Pasalic quantomeno nell'intraprendenza e del rendimento di Bonaventura riassestatosi ad alti livelli, forse anche grazie alla continuità di impiego nel suo ruolo che gli ha consentito di soffrire meno lo spostamento occasionale sulla linea degli attaccanti.

Chissà che la panchina in Supercoppa e il lavoro durante le Feste non abbiano restituito a Niang una condizione accettabile.

 

L'utilizzo del francese com'è noto corrisponde a una risorsa tattica non indifferente, specie quando supportata da una spinta costante di De Sciglio e dagli inserimenti di Bonaventura. In fase di impostazione di gioco è questa la fascia più ricca, benché a destra con Abate e Suso ricavi spesso maggior consistenza. Ecco perché Montella ha chiesto un vice-Suso, preoccupato da un raffreddore della sua ala destra. Ecco perché ha provato a cercare un ipotetico vice-Niang sfiorando persino l'impercorribile ipotesi Jovetic. Sono indicazioni che gli dà il campo, sono informazioni corrette persino rispetto alla vera, grande priorità che resta quella di un centrocampista. Solido, di rendimento, di qualità, Ma mentre in mediana l'allenatore ha numericamente maggiori possibilità di arrangiarsi, è in prima linea che il rimescolamento delle carte potrebbe risultare deleterio per gli equilibri della squadra.

Quello scellerato Genoa-Milan deve avergli insegnato molto in questo senso.

 

In molti siamo rimasti imprigionati dallo scetticismo spulciando i nomi di Pasalic, Mati, Bertolacci, ma ci va dato atto di aver saputo cogliere il significato di quegli arrovellamenti di Montella, all'inizio centellinati poi invece sempre più invasivi: bisogna che faccia di necessità virtù, altre strade al momento non ve ne sono. Il Milan riparte domenica con un 5° posto insidiato dai nerazzurri di Atalanta e Inter e un 3° posto ancora nel mirino, con una partita da recuperare, una maggiore convinzione nei propri mezzi e nelle proprie possibilità, una maggiore possibilità di alternanza. Che non significa eccellenza, non confondiamo, ma un minimo equilibrio nella gestione delle forze.

Migliorare le cose in assoluto nel corso dei 90' rimane una possibilità ridottissima, gestirle sulla distanza dei 5 mesi che restano al traguardo di maggio è invece una chance concreta grazie alla cocciuta fantasia dell'allenatore.

 

Chiudiamo con un pensiero sui cinesi che governano o si accingono a governare la Milano del pallone. E' indiscutibilmente vero che l'identità dei nuovi proprietari dell'Inter sia nota, così come lo era quella di Thoir che ha rispettato le attese alla lettera: un perfetto signor nessuno, rampollo nullafacente di una famiglia invece laboriosa e ricchissima, al quale sono stati affidati alcuni giocattoli sportivi in giro per il mondo purché non si occupi di affari. Se non quelli di riprendersi con gli interessi i soldi prestati all'Inter. I suoi eredi al momento hanno infilato il record di 3 allenatori in 6 mesi (eppure pensavamo che i record di Moratti fossero imbattibili se non da Zamparini), uno scempio in Europa e un campionato di una modestia disarmante, dopo un mercato dispendioso. E' indiscutibilmente vero che l'identità dei nuovi proprietari del Milan sia invece avvolta da misteri incalzanti e che al Portello regni un desolante vuoto di potere. Come si possa credere in questo scenario che Suning sia più avanti o più credibile di Sino-Europe, al momento, è il frutto di una fantasia giornalistica superiore persino a quella di Montella.