Il mercato del Milan potrebbe decollare: dopo la cessione di Abate, si partirà all'offensiva di Santon, Astori e Nainggolan. E per la ciliegina Balotelli...
E’ bastato un passaggio a vuoto di El Shaarawy e il Milan contro la Sampdoria si è spento. Si certo, c’erano i 120 minuti di Torino nelle gambe dei ragazzi, ma forse era davvero necessaria una “pausa di riflessione” di El92 per far emergere tutti i limiti dell’attuale rosa a disposizione di Allegri.
Lo continuavamo a ripetere da tempo: non può - e soprattutto non deve - essere un ragazzino di 20 anni, al suo primo campionato da titolare in serie A, a caricarsi sulle spalle da solo il peso di una maglia gloriosa e ricca di storia come quella del Milan.
Anche perché, per quanto solide e robuste possano essere quelle del Faraone, il rischio di un cedimento è concreto.
E così, mentre Galliani si affanna a ribadire che l’attacco va bene, che la difesa è a posto così, che il Milan, senza l’inizio ad handicap adesso lotterebbe per lo scudetto, noi ci limitiamo ad un’analisi meno solare e radiosa, ma forse un po’ più concreta.
Allegri sta facendo i miracoli con i ragazzini a disposizione, facendoli crescere e valorizzandoli. Abbiamo già detto di El Shaarawy, ormai già nell’olimpo dei grandi del campionato italiano. Dietro di lui fa capolino Mattia De Sciglio, sempre più compenetrato nel ruolo di talento purissimo del vivaio rossonero, e subito a ruota anche M’Baye Niang, domenica sera a Marassi alla sua prima, e dignitosissima, prova da titolare con la maglia del Milan. E’ la vecchia guardia che purtroppo sta mancando all’allenatore livornese, lo zoccolo duro di campioni, o presunti tali, che avrebbe dovuto guidare i ragazzini terribili, attraverso i pericolosi meandri di un campionato da affrontare con il coltello tra i denti. Mexes, Nocerino, Robinho, Boateng continuano ad offrire prestazioni deludenti, impreziosite qua e là da momenti incoraggianti, che non fanno altro che illudere il tifoso rossonero.
Il Milan attuale ha assolutamente bisogno di rinforzi, innanzitutto in difesa, checché ne dica Galliani. E’ vero che la rosa può attualmente contare su 5 centrali, ma vogliamo parlare della qualità complessiva? E allora ecco la soluzione: l’AD rossonero aspetta l’offerta giusta dallo Zenit per concedere Abate a Spalletti ed incassare una dozzina di milioni, da reinvestire poi nell’acquisto di Santon dal Newcastle e di Astori dal Cagliari. Dopodichè si penserà a piazzare Acerbi al Genoa, per garantirsi un’opzione importante su Mattia Perin, il portiere del futuro, a giugno.
Anche a centrocampo la situazione è sempre da codice rosso. All’infortunio di De Jong si sono aggiunti gli stop di Muntari, inevitabili dopo un infortunio gravissimo come quello patito in estate dall’ex Inter, e di Ambrosini, che dall’alto dei suoi quasi 36 anni non può certo garantire continuità e presenza ogni partita, specie giocando ogni tre giorni. Ad Allegri serve un centrale di qualità e quantità e l’eco più rumorosa arriva dalla Sardegna. Il nome che rimbalza già da qualche giorno è quello di Nainggolan, centrocampista tuttofare classe ’88, valutato circa 15 milioni dal presidente Cellino. Il Milan ha già incassato una cifra simile con la cessione di Pato al Corinthians, quindi l’operazione potrebbe essere fattibile, soprattutto alla luce delle difficoltà economiche del Cagliari.
Resta il capitolo attacco che lascia aperto più di un interrogativo. Sembra evidente che l’uomo giusto per il Milan, malgrado le parole fin troppo dure - e forse per questo un po’ forzate - del presidente Berlusconi, sia Mario Balotelli. Ma per andare a bussare a casa dello sceicco Mansour è necessario prima vendere uno tra Robinho o Boateng, in modo da liberare subito l’armadietto al centravanti del City. Per quanto riguarda il primo, la trattativa con il Santos è ferma, ma non chiusa e sul caso-Boa c’è da capire come gestire questa insofferenza di Prince al calcio italiano, sempre più manifesta. Di offerte concrete non ce ne sono, ma fino al 31 gennaio c’è da stare con le antenne dritte.
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