Il messaggio di Allegri al gruppo. Peccato non rinforzare questo Milan. Arbitri e calendario: sempre peggio

Il messaggio di Allegri al gruppo. Peccato non rinforzare questo Milan. Arbitri e calendario: sempre peggioMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

I due pareggi di fila contro Genoa e Fiorentina hanno rallentato parecchio il Milan in classifica. Un passo indietro sotto diversi aspetti. Il primo riguarda l’essere cinici. Il Diavolo nei due 1-1 ha sprecato troppo, una caratteristica che fino a una settimana al contrario aveva salvato il Milan in diverse circostanze. Tre palle gol clamorose sbagliate a Firenze nel primo tempo hanno permesso alla formazione viola di rimanere in partite e di segnare il vantaggio. Col Genoa addirittura 33 conclusioni effettuate per segnare solo un gol. Poi il Genoa ha trovato la rete con l’unica conclusione in porta.

Le due partite però hanno evidenziato poca intensità nei novanta minuti, diversi giocatori fuori forma, mancanza di lucidità nei momenti chiave del match. E lo stesso Allegri ha alzato la voce alla fine della partita in Toscana. Il concetto che ha fatto passare il tecnico milanista è che il gruppo non ha capito gli errori commessi col Genoa e li ha ripetuti al Franchi. Ora il mister vuole una risposta concreta contro il Como, partita delicatissima.

Guardando la rosa del Milan è davvero un peccato non spendere per aiutare l’allenatore in questa seconda parte di stagione. E’ evidente che l’organico ha dei buchi e non è completo. Purtroppo le due proprietà americane guardano al centesimo a discapito dell’ambizione sportiva e dell’aspetto tecnico.

Questione calendario. Il Milan ha dovuto giocare inspiegabilmente a 64 ore di distanza dalla partita contro il Genoa. Qualcuno prova ad obiettare e afferma: “Si ma anche l’Inter o il Napoli giocheranno con meno di tre giorni di riposo”, vero, ma le altre due squadre hanno la Champions e sono quasi obbligate a scendere in campo con orari ristretti. Che motivo c’è di farlo con il Milan senza coppe?

Questione arbitraggio. Ormai gli argini si sono rotti. Vale tutto. Allenatori e giocatori scendono in campo ogni partita facendosi il segno della croce. Un fallo di mano identico un giorno vale un rigore e la partita successiva no. Per lo “step on foot” si sorvola in Milan-Genoa, mentre è rigore in Inter-Napoli. Casi molto simili che però vengono fischiati come gira il vento. Non c’è uniformità e questo ha alimentato solo caos.