Il Milan, la Juve, Icardi, Balotelli: bastano 2 partite per rovesciare ogni sentenza

Il Milan, la Juve, Icardi, Balotelli: bastano 2 partite per rovesciare ogni sentenzaMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
venerdì 23 settembre 2016, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

La conferenza stampa pre-Torino dell’allenatore Massimo Oddo si è trasformata in uno show. L’ex terzino milanista, con ironia e il sorriso sulle labbra, ha chiesto ai giornalisti di aiutarlo a capire: “Dopo il pareggio con Napoli eravamo da Europa League, dopo la sconfitta contro Lazio siamo ormai già retrocessi. Questi sono stati i vostri commenti nell’ultimo mese”, il senso della sua replica colorita. “La mia forza è l’equilibrio”, la sua risposta finale. Consolati, caro Massimo: sei sempre in buona e numerosa compagnia. Prendi Icardi (e De Boer): dopo la sconfitta in Europa contro una squadra di volenterosi sconosciuti, se ne sono sentite e lette di tutti i colori. Dopo la vittoria sulla Juve il centravanti è diventato il più forte del mondo e l’allenatore nerazzurro uno stratega. Prendi la Juve: dopo il Siviglia e l’Inter si è tornati a linciare Allegri e porre dubbi sulla reale consistenza dell’armata bianconera, vittoria sul Cagliari e di nuovi regina assoluta. Su Balotelli si supera ogni limite di guardia nelle farneticazioni: segna in campionato e si invoca il suo ritorno in Nazionale, in mezzo c’è la Coppa e torna ad essere il bluff di sempre.

Il Milan non fa eccezione, se non altro da qualche stagione è più rodato a certi sbalzi umorali della critica e dei tifosi. Il termometro sono le apparizioni televisive di Galliani: raggiante nel sorriso e sfavillante nelle cravatte quando i rossoneri vincono, si dissolve dopo le sconfitte. Magie della comunicazione. Per fortuna immaginiamo che Montella disponga dello stesso equilibrio di Oddo per valutare su quali giocatori puntare e su cosa lavorare per dare a questa squadra continuità nelle prestazioni, nei risultati e quindi nella sua assoluta competitività. Bacca, per esempio. Ormai è assodato: ha la capacità di trasformare un’occasione in gol, ma non ha nel dna la partecipazione alla manovra, il dribbling, il dialogo con i compagni. E’ una risorsa imprescindibile in questo Milan, dove l’estetica non ha più cittadinanza da tempo. I giovani, per esempio. Tutti con ottime prospettive, Donnarumma De Sciglio Calabria Romagnoli Locatelli Niang Suso magari anche Bertolacci, ma la loro crescita va metabolizzata e cioè attesa, difesa, sostenuta, protetta, aiutata. Dall’allenatore come dai senatori, anche a costo del proprio posto da titolari. Hanno questa maturità e questa voglia?

Qualcuno continua a storcere il naso anche sull’impostazione di gioco di Montella, così come in precedenza Mihajlovic e gli stessi Brocchi e Inzaghi. Su questo punto occorre essere davvero molto, molto realisti: il possesso-palla non può più essere una risorsa e con esso il predominio sugli avversari. Questo Milan non è forte e deve avere l’umiltà dei deboli. Anche contro Sampdoria e Lazio? Sì, anche contro Samp e Lazio perché non ha la certezza di potersi imporre né a livello di ritmo né tantomeno di gioco. Quindi il pragmatismo, la concretezza sono l’unica reale possibilità per fare risultato. Non va confusa con la rabbia, la determinazione, la grinta poiché nulla hanno che fare con i moduli e le tattiche. Il sangue deve bollire a prescindere. Sempre.