Il Napoli, Van Basten e i cinesi
Da qualche anno la suggestione dei media e dei suoi tifosi, più che De Laurentis, hanno fatto del Napoli la vera rivale della Juventus. Troppo alterna la Roma e troppo distanti le milanesi. In verità nonostante i piazzamenti in classifica, il Napoli non ha mai concretamente insidiato i bianconeri nella lotta allo scudetto. Come del resto le altre rivali. Sarà così anche questa stagione, a meno che dopo il regalo fatto nel 2012 con il Milan, Allegri non riesca di nuovo nell'impresa in questa stagione. Oggi di fatto non si può dire con certezza che davvero la squadra di Sarri sia più forte del Milan. Lo è potenzialmente, ma il rendimento da agosto a fine gennaio di alcuni suoi uomini chiave, contrapposto a quello sorprendente dei rossoneri, hanno fatto sì che il gap non sia marcato e che la sfida di sabato sera non sia affatto così scontata. Proprio al San Paolo all'andata si vide chiara l'alba del nuovo corso di Montella, con una rimonta parziale e una prestazione complessiva molto incoraggianti. Certo l'assenza di Romagnoli e Locatelli sono un handicap pesante, molto pesante, ma crediamo fortemente che la partita sia pericolosa per il Napoli quanto e non meno che per il Milan. Al punto che sull'antica schedina giocheremmo 1X.
Marco Van Basten ha parlato in settimana di molti argomenti. Preferì Capello a Sacchi quando giocava, per la maggiore fantasia che Don Fabio concedeva ai suoi, ma qualche anno fa ci confessò come Arrigo gli avesse insegnato più di ogni altro e che era stato in grado di capirlo solo una volta diventato allenatore. Ha espresso il suo sogno di abolire il fuorigioco e condividiamo in pieno la sua provocazione, perché così com'è questa regola - fondamentale per non trasformare il calcio nella pallamano giocata con i piedi - è un costante deterrente per lo spettacolo e la regolarità delle partite. Ha parlato di shootout da introdurre ai Mondiali e sottoscriviamo anche questa innovazione, che eliderebbe calcoli e inciuci andando nettamente in direzione dello spettacolo e del gradimento. La sostanza è che uno dei più grandi di sempre del calcio mondiale, continua ad esserlo anche quando pensa e si esprime a proposito di questo sport.
Sarebbe bastato poco al gruppo che già ha versato 200 milioni a Fininvest per rilevare la società rossonera, per aiutare Montella e la squadra nel girone di ritorno al mercato di gennaio. Invece a parte autorizzare o non autorizzare la solita questua di prestiti, non hanno pensato allo straccio di un acquisto vero e proprio. Eppure la Champions o comunque l'Europa sembrerebbe a portata di mano, ancor più con uno o due innesti di sostanza e qualità. Strano che un investitore il quale ha già ha giocato due fiches da 100 milioni l'una, non avverta la necessità di "coprirsi" con un'altra ventina di milioni per tentare di riportare subito il club in Europa. Strano, molto strano. Del resto tutta questa vicenda è sempre stata strana. Molto strana.

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