La lezione Inter servirà ai cinesi del Milan

La lezione Inter servirà ai cinesi del Milan MilanNews.it
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venerdì 4 novembre 2016, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Il caos in casa nerazzurra non può soltanto suscitare le ironie e gli sfottò dei rossoneri, inaspettatamente e insperatamente così meglio messi in campo e in classifica dopo un quarto di campionato. Quello che accade all'Inter non da oggi deve invece risultare un campionario esauriente e significativo di esempi da non seguire, anzi evitare accuratamente.

La prima cosa che ci ha sempre lasciato perplessi dall'avvento di Thoir è stata la sua scarsissima presenza nelle vicende societarie e della squadra, non solo a livello personale, ma di staff, di management, di obiettivi e strategie. Mai capito come fosse possibile che un imprenditore arrivasse dall'altra parte del mondo, spendesse un sacco di soldi (ma li ha poi davvero spesi...?) per acquisire la proprietà del club, dopo di che lasciasse circolare in sede e ad Appiano le facce di sempre, si lasciasse influenzare da Moratti su scelte fondamentali per esempio sul ritorno di Mancini, non avesse un uomo di fiducia dietro la scrivania al di là di un mero contabile, passasse la mano senza aver lasciato altro segno del suo sorriso vagamente ebete in tribuna una volta ogni mese-mese e mezzo.

Dopo di lui molti proclami, molti nomi, molte fanfare, uomini al comando invisibili, Mancini esautorato in estate, la scelta miope di giocatori mediocri e di un allenatore olandese con scarso pedigree che non solo non parla una parola di italiano eppure in pubblico cerca goffamente di esprimersi nel nostro idioma, ma dimostra di sapere poco del nostro campionato e soprattutto del club in cui lavora. Senza citare il teatrino Icardi prima in tema di mercato poi addirittura dell'editoria...

Gli ancora anonimi cinesi del Milan partono dal vantaggio acclarato nella scelta di Montella, avendo schivato l'inquietante ipotesi Giampaolo, ma devono costruire un apparato capace di trasformare non solo in campo, le molte ambizioni malcelate sono a questo momento. Inter e Milan sono patrimoni sportivi della cultura italiana, devono tornare a livelli che competono loro perché il degrado attuale non fa onore né alla città né alla sua storia calcistica che l'ha resa famosa nel mondo. Non sono tessuti da commerciare né marchi da affermare, semmai da rilanciare. Con molti mezzi, i giusti uomini e idee assennate.