Lapadula come Inzaghi: grinta, astuzia e "veleno". Mercato: non è più possibile sbagliare
È più facile di quanto si possa immaginare paragonare Gianluca Lapadula a un grande attaccante (possibilmente milanista...) del passato. Il nuovo idolo dei tifosi rossoneri ha molte cose in comune con Superpippo Inzaghi. Innanzitutto ha fatto tanta, molta gavetta di lastricando di gol (quasi sempre in doppia cifra...) tute le serie inferiori, anche quelle più umili e complicate. E poi l’ex-Pescara ha un fiuto del gol incredibile. Non ultimo, anche Lapadula appare come un predestinato. Con la maglia rossonera sta scalando l’olimpo del calcio italiano. Al suo esordio in Serie A, la carriera di Lapadula sembra inarrestabile. E poi non è una caso che l’avvento, imperioso e importante del centravanti «made in Italy» abbia messo quasi contemporaneamente in ombra il più quotato Bacca. Eclissatosi a tal punto che sabato sera, invece di essere in tribuna ad Empoli, ha preferito l’«amarcord» (non è la prima volta...) a Siviglia.
SCELTE. Appare chiaro che per Montella sia giunto il tempo di fare scelte importanti e basilari in un momento della stagione in cui il suo Milan non si può più nascondere. Quasi certamente Lapadula verrà nuovamente schierato titolare domenica (ore 12,30 a San Siro) contro il Crotone. In una gara che dovrebbe consentire al Milan di poter consolidare la sua zona Champions League in concomitanza, nello stesso turno, con il derby di Roma. Quindi Bacca, a questo punto, deve decidere cosa vuole fare da...grande: il bomber del Milan o di qualche altra squadra? Ad esempio il Paris St. Germain del mai troppo rimpianto Unai Emery? È gradita una risposta immediata e sincera.
SCENARI. Con o senza Bacca questo Milan non può fallire il ritorno nell’Europa che conta, quella griffata Champions League. L’incertezza che continua ad animare il closing per il passaggio ai cinesi non accenna a diminuire, anche se i tempi sembrano ormai maturi per individuare una soluzione quasi certa. L’impegno della società deve tornare a essere saldo, solido, efficace. A maggior ragione nel mercato di gennaio dove non è più possibile tergiversare e, soprattutto, sbagliare. Ieri Montella ha perso, per il Crotone, due pedine importanti a centrocampo come Mati Fernandez e Bonaverntura, entrambi infortunatisi sabato sera ad Empoli. Un doppio kappaò che, si spera, non abbia ripercussioni anche lunedì 12 dicembre. Quando il Milan affronterà la Roma all’Olimpico in quello che potrebbe già essere considerato uno spareggio da Champions League.
RINFORZI. Montella ha bisogno di almeno un rinforzo per reparto. Sarò necessario anche alleggerire l’organico rossonero dove almeno un quinto degli attuali effettivi risulta scarsamente utilizzabile. Fra questi spiccano i nomi di Honda, Luiz Adriano, Ely, Zapata e dello stesso Gabriel considerato il fatto che è precisa convinzione in casa milanista che il baby Plizzari (classe 2000) possa essere già considerato il degno erede di Donnarumma. Questa volta, in gennaio, Montella dovrà essere pienamente soddisfatto a differenza di quanto è avvenuto in estate. Lo merita il tecnico che ha fatto risorgere il...Diavolo, ma lo meritano anche i tifosi che stanno sostenendo la squadra come prima e più di prima, anche rispetto a epoche più ricche e rigogliose di trofei.

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