Le polemiche sui rigori pro Milan: ecco perché sento puzza di bruciato. No a un vice-Ibra, servono un difensore e un centrocampista (al posto di Krunic). Moncada: perché pesca sempre in Francia?

10.12.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Le polemiche sui rigori pro Milan: ecco perché sento puzza di bruciato. No a un vice-Ibra, servono un difensore e un centrocampista (al posto di Krunic). Moncada: perché pesca sempre in Francia?

Sento puzza di bruciato. E mi spiego subito. Il presidente Ferrero della Samp, in contrasto aperto col suo allenatore Ranieri che di calcio deve continuare a impartirgli lezioni, dalle poltrone di Tiki Taka continua a “sparare” giudizi scombinati sulla sfida col Milan di domenica scorsa. Deve farsi perdonare la fanfaronata precedente quando aveva pronosticato che “il Milan uscirà tutto sudato per i due gol che gli daremo”. A farlo uscire sudato hanno provveduto Kessiè e Castillejo il quale sta gradatamente risalendo la china del rendimento top. Lui stesso proprio nella conferenza prima di Praga ha confessato di essere partito in ritardo nella stagione a causa dello stop prolungato dovuto al covid 19. A Genova ha già dato una dimostrazione del recupero. Vedrete che nelle prossime settimane riuscirà a scavalcare nelle gerarchie Saelemaekers che vedo con le pile scariche ultimamente. Torniamo alla puzza di bruciato. Se le polemiche, ospitate dalla trasmissione di Chiambretti sui rigori del Milan, si fossero fermate nei vialetti di Cologno Monzese, nulla da dire. A leggere invece i social, vedo che sta montando la panna del dibattito loffio sui rigori assegnati al Milan. E questo è un dato che quasi sempre coincide con qualche fischio ostile. Perché gli arbitri leggono i social e i giornali, ascoltano le trasmissioni tv e in qualche caso si fanno condizionare.

     Secondo argomento: il vice Ibra. Se ne discute da tempo e forse è venuto il momento di spiegare per quale motivo, a ragione, l’area tecnica del Milan e lo stesso Pioli sostengono sia un intervento (oltre che una spesa) inutile. Con uno svolgimento normale della stagione, Ibra potrebbe saltare un numero ridotto di partite. Chi verrebbe a Milanello, per riscaldare la panchina? Soltanto un numero 3-4, non certamente un numero uno. Men che meno è ipotizzabile l’acquisto di un erede di Ibra perché significherebbe impegnare una cifra sostanziosa da adibire ad altre esigenze. Che in questo momento sono la difesa (perno centrale) e il centrocampo. Insisto su quest’ultimo tasto poiché non è pensabile che giocando a due in mezzo sia possibile concludere la stagione, con -da gennaio- tre impegni, campionato, Europa league e coppa Italia, che rendono indispensabili i ricambi continui in quel reparto.

Pesca francese. Concordo sul fatto che fino a oggi, la “pesca” di Moncada, il capo della sezione scooting del Milan, sia stata felice. Ma questo non assolve lo stesso Moncada da una considerazione. Noto, leggendo le cronache di calcio-mercato di questi giorni, che oltre a Florian Thauvin, definito dallo stesso Paolo Maldini un profilo molto attraente e tra l’altro a fine contratto con l’Olympique di Marsiglia, il nome di Simakan, colonna dello Strasburgo, difensore, sotto contratto fino al 2023. Al di là di ogni valutazione economica sul valore dei due giocatori, par di capire che nel primo caso, poiché si tratta di un mancino che giocherebbe da esterno destro (nel ruolo di Castillejo e Saelemaekers), il suo arrivo è a costo zero mentre per il difensore bisognerà negoziare col suo club. Il quesito, innocente, che pongo è questo: capisco che Moncada conosca meglio il calcio francese, ma possibile che si debbano scegliere calciatori provenienti da quel campionato? Non è meglio allargare gli orizzonti?