Lo sapevate...?

14.05.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Lo sapevate...?
MilanNews.it

Lo sapevate ragazzi che gli hanno dato 14 rigori a favore in tutta la stagione e 4 contro (saldo più 10) in tutte le competizioni ufficiali e a noi 8 rigori a favore e 7 contro? Ebbene sì, dieci a uno...No, non lo sapevate perchè giustamente pensate a ben altro e lavorate liberi di testa. Ma forse non lo sapevate anche perchè i contabili si sono dati alla macchia. Spariti, totalmente spariti. Da Roma, da Tradate, da Como, da dove volete voi, ogni ricerca è inutile. Ve li ricordate? Sì, quelli che andavano nelle tv e sui social con il cartello sul petto del numero dei rigori a favore del Milan, come facevano negli indimenticabili anni 70 e 80 gli eroici Radicali di Marco Pannella? Ecco, sì, loro. Spariti. Un anno fa la loro tesi era: ne hanno già dati troppi di rigori al Milan, quindi anche quelli che ci sono basta, Non vanno dati. Non sono politicamente corretti. Per noi unti dell'onestà invece i rigori non ci sono, non esistono, completamente dissolti nell'aria. Fuor di battute, a Milanello sanno che il rigore è un gesto tecnico e che va segnato. E che non è necessario un rigore o più rigori per indirizzare le stagioni, perchè per quello basta un fischio sfortunato o un gol di braccio segnato con destrezza. Veniamo a noi, domani ci saranno Orsato e Irrati, quindi i rigorini subiti ad esempio da Allegri in questa stagione, non avranno diritto di cittadinanza. Si fischieranno solo cose serie. Basta saperlo. Esattamente, per chi come noi pensa solo a giocare, basta saperlo.

Lo sapevate ragazzi che ci hanno invitati alla loro festa? Hanno vinto, meritatamente, non si discute, ma invece di festeggiare per loro stessi hanno parlato di noi, solo di noi. Rossonero, chi non salta è un rossonero. Anche mercoledì sera, anche mentre pensavamo solo al nostro allenamento del giovedì, siamo stati protagonisti indiscussi anche altrove. Non so se sarà un motivo in più per fare bene, ma le eventuali (straeventuali, molto eventuali) feste sarebbero super eventualmente belle per noi e solo per noi, per noi stessi e per la nostra gente, senza inficiarle con le rievocazioni altrui. Vogliamo troppo bene ai nostri colori, i nostri colori fanno così parte della nostra vita e dei nostri battiti cardiaci che i nostri sogni contemplano sono noi stessi e la voglia di abbracciarci, senza spazio per i microfoni per il dileggio a futura memoria.

Lo sapevate ragazzi che ogni volta che giochiamo una partita, sembra di avere contro tre o quattro avversari vero? Dietro la Fiorentina c'era il vulnus del settore ospiti, dietro il Cholito c'erano il 5 maggio e suo padre, dietro Gasperini c'è il "pentimento" di chi l'ha sbeffeggiato per anni, dietro il Sassuolo ci saranno le amicizie di sempre. Siamo circondati, certo che lo siamo. Ma non accerchiati, perchè noi siamo bravi a ragionare solo uno contro uno, noi e il campo, noi e l'avversario, noi e le cose che dobbiamo fare per essere noi stessi come Stefano Pioli vi ha costantemente insegnato. A proposito, ve la ricordate quella frase? Proprio Pioli, che era appena arrivato, subito dopo aver perso sul campo della Roma disse, vi disse e ci disse due anni e mezzo fa: "Qui al Milan sembra che vincere, pareggiare o perdere sia la stessa cosa...che non faccia nessuna differenza...mentre in realtà fa tutta la differenza del mondo". Oggi lo sapete, oggi lo avete capito. E lo hanno capito i vostri tifosi, lo sterminato popolo Milanista. Sapete, sono tifosi che a San Siro hanno fischiato Rivera, Van Basten, Seedorf. Hanno il palato fino, sanno leggere, sanno capire, sanno distinguere. I nostri tifosi non li si porta via un tanto al tocco. E se, come ci ha ricordato un emozionato Ivan Gazidis, domenica saranno un milione le loro presenze stagionali (nonostante i 5mila di Milan-Spezia e Milan-Juve, 1 punto in 2 partite, tutto accettato senza aprire bocca e senza fare ricorso), se da agosto a oggi sono venuti a vedervi da 192 Paesi diversi nel mondo, se dopo le partite della domenica sera in trasferta rientrano a Milano (la nostra curva) anche alle 10 del mattino del giorno dopo, se vivono, palpitano e soffrono per voi, è perchè li avete convinti. Hanno capito che state dando tutto, con cuore e con lucidità, con l'anima e con la testa. Continuate, per l'amor del cielo, continuate.

Lo sapevate che con Orsato a San Siro (è solo una statistica, giuro, massima stima), non vinciamo dal 6 gennaio 2010? Lo sapevate che con l'Atalanta a San Siro non vinciamo dal 6 gennaio 2014? Un tabù statistico da sfatare è sempre una bella sfida, due in una lo sono ancor di più. Del resto le sfide di campo e di calcio, di pallone e di sport, sono quelle che preferite, quelle che nel vostro stato d'animo giovane e incontaminato vi danno ogni giorni spirito e motivazioni. Che precedenti, che epoche storiche, ne vale la pena Ragazzi. Dai!