Mercato: la M2 è in ritardo. Aspettare Sanches non è da Milan. L’assalto alla diligenza Elliott

21.07.2022 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Mercato: la M2 è in ritardo. Aspettare Sanches non è da Milan. L’assalto alla diligenza Elliott
MilanNews.it

Il primo, parziale, esito della missione belga di Maldini e Massara annunciata con la fanfara, riporta tutti alla sensazione iniziale provocata da questa edizione di calcio-mercato del Milan. SONO IN EVIDENTE RITARDO. E siamo al 20 luglio e cioè a 3 settimane dall’inizio del campionato e non c’è ancora una traccia delle famose tre mosse o tre colpi di cui si è parlato, inutilmente bisognerebbe aggiungere a questo punto, da settimane se non mesi. Intendiamoci: qui personalmente approvo il metodo dei due dirigenti rossoneri e cioè inseguire un obiettivo fino a quando il prezzo è “ragionevole” e compatibile con il piano industriale. Andare oltre (come ha fatto la Juve che ha strapato Bremer per strapparlo alla concorrenza interista, ndr) è davvero un errore e lo dimostrano alcuni precedenti di scuola. Allo stesso modo approvo eventualmente la decisione, se maturerà nelle prossime ore, di alzarsi dal tavolo del Bruges qualora le richieste economiche fossero giudicate esagerate. Qui non si parla più di budget, qui si parla di calcio sostenibile che dev’essere la bussola del Milan e non soltanto del Milan. Allora sarebbe il caso di preparare il piano B per ogni singola tessera del mosaico che venisse a mancare. Altra riflessione: il presidente del Lille ha dichiarato pubblicamente che “per Renato Sanches ci sono due richieste, del Psg e Milan”. Bene: i parigini non possono ancora formulare la propria offerta se non liberano le caselle di centrocampisti considerati in esubero dal nuovo allenatore e dal ds Campos. MA IL MILAN NON PUO’ ASPETTARE I COMODI DEL PSG E NEMMENO QUELLI DI RENATO SANCHES. GIRARE I TACCHI e CAMBIARE OBIETTIVO.

Sul fronte societario si registra un curioso assalto alla diligenza. Verrebbe da dire che è naturale visto il prezzo di cessione realizzato da Elliott nella vendita a RedBird (1,2 miliardi di euro) che ha stuzzicato gli appetiti sia di Blue Sky (vogliono monetizzare il loro 4,6%) sia di mister Li. Ora se il provvedimento di New York (non è una decisione, ndr) consente ai legali di Blue Sky di accedere agli atti (formalità bella e buona), il sequestro provvisorio lussemburghese invece ottenuto dai legali di Li potrebbe provocare qualche contrattempo al closing di settembre anche i tecnici di casa Elliott continuano a fare professione d’ottimismo. Il cinese insomma reclama il diritto alla compensazione avendo pagato 740 milioni per il Milan (520 cash più 220 di debiti) grazie al prestito di 330 milioni di Elliott ottenuto dando in pegno le azioni. Quando il fondo americano è subentrato, escutendo il pegno, ha trovato la seguente situazione: società indebitata, ricavi in calo, risultati modesti. Dopo 4 anni la squadra è stata rinnovata completamente, sono aumentati i ricavi e gli sponsor, secondo posto e scudetto la scansione tecnica e 400 milioni versati per risanare il bilancio. È stato realizzato un piccolo capolavoro del quale non può usufruire chi aveva provato ad affossare il Milan! A New York però potrebbero pensarla diversamente.