Milan a testa alta, ma è un ko che fa male. Le strane coppie del mercato rossonero
Voleva essere stupito Vincenzo Montella, ma non dall’1-2 di Insigne-Callejon nei primi 9 minuti di gioco. L’obiettivo era alzare l’asticella delle ambizioni rossonere per affrontare con fiero cipiglio il Napoli nella fondamentale sfida in ottica Champions. Il risultato non è stato all’altezza delle aspettative e i tre punti lasciati ai partenopei sono lì a testimoniarlo. Tanto per cambiare è stato un inizio shock dei rossoneri ad indirizzare negativamente la partita, pronti via e già sotto 0-2. Stavolta però di fronte non c’era il tremebondo Torino, ma un Napoli solido e ricco di talento, messo sotto dal Milan tra la fine del primo tempo e la prima metà della ripresa, ma in grado (anche con un pizzico di fortuna in occasione della traversa di Pasalic) di tenere a bada le sfuriate milaniste e condurre in porto un successo che potrebbe risultare decisivo nella corsa al terzo posto. Per il Milan la soddisfazione di aver lottato ad armi pari contro una squadra sulla carta decisamente favorita, ma ancora una volta a pesare sul piatto della bilancia sono gli errori individuali di alcuni elementi e un pessimo approccio alla partita.
Adesso il delicato compito di Montella è quello di tenere alto il morale della truppa. Nelle ultime cinque partite di campionato il Milan ha vinto soltanto in un’occasione (contro il Cagliari in casa e solo al 90’), per il resto due pareggi (Atalanta e Torino) e due sconfitta (all’Olimpico contro la Roma e in casa con il Napoli). Un trend tutt’altro che positivo che evoca pericolosamente la parola “ridimensionamento”. Attenzione a tenere alta la guardia però, se si può accettare di vedere sfumare la terza piazza, la corsa all’Europa League è ancora in pieno svolgimento e Inter, Lazio e Fiorentina (dando per Roma e Napoli favorite per la Champions) sono avversarie agguerrite da tenere a bada.
A dare una mano al Milan ci sarà anche Gerard Delofeu, atteso a Milano nella giornata di domenica per dare una scossa alla squadra e garantire un cambio di qualità a Montella. A questo punto il mercato rossonero di gennaio può considerarsi virtualmente chiuso, ma si continua a parlare tanto di quello che potrebbe accadere in estate, quando la nuova proprietà cinese garantirà a Fassone e Mirabelli le risorse per una campagna acquisti all’altezza delle ambizioni dell’ex club più titolato al mondo.
KEITA & GOMEZ - Il primo della lista è Keita, in scadenza di contratto a giugno 2018 e quindi sulla lista dei partenti della Lazio già adesso. Per il senegalese la situazione è semplice: considerata l’impossibilità attuale della dirigenza rossonera, la speranza è che nessuno arrivi a gennaio da Lotito con una cifra vicina ai 20 milioni cash (per meno la Lazio non lo cede). Se Keita rimanesse a Roma, a giugno si potrebbe riaprire una trattativa e a quel punto le possibilità di vedere l'attaccante in rossonero salirebbero in maniera esponenziale. L’alternativa potrebbe avere la fisionomia del Papu Gomez, fortemente caldeggiato da mister Montella anche la scorsa estate.
INSIGNE & GABBIADINI - Non abbiamo fatto in tempo a stupirci delle voci provenienti da Napoli riguardanti un presunto interesse del Milan per Lorenzo Insigne, casualmente a pochi giorni dal delicatissimo match Champions tra rossoneri e partenopei, ed ecco - a distanza di appena 24 ore - rimbalzare dal capoluogo campano un’altra indiscrezione di mercato riguardante il Milan e Manolo Gabbiadini. Entrambi, più il secondo che il primo, farebbero enormemente al caso di Vincenzo Montella, ma pensare che De Laurentiis - dopo aver perso Higuain per colpa di quella famigerata clausola rescissoria - ceda qualcuno dei suoi gioielli ad una diretta concorrente nel campionato italiano appare al momento altamente improbabile. Come si dice in questi casi, però, le vie del mercato sono infinite.
BACCA & BELOTTI - Non ce ne voglia Carlos Bacca (ancora una volta deludente contro il Napoli), ma guardando i vibranti match tra Milan e Torino ci siamo ritrovati a fantasticare su quale sarebbe stato l’esito dei due incontri a centravanti invertiti. Vedere quella furia di Andrea Belotti fare sfracelli, imperversare sulla difesa rossonera con grinta, caparbietà e fame di gol, qualità non disgiunte da una tecnica e un fiuto per la porta avversaria da bomber di razza, ecco, assistere a questa dimostrazione di strapotere fisico e tecnico, a questa autentica forza della natura, ci ha indotti al peccato: desiderare il centravanti d’altri. E pensare che nell’estate 2015, proprio mentre Adriano Galliani sborsava 8 milioni di euro allo Shakthar per Luiz Adriano - pochi giorni fa regalato definitivamente allo Spartak Mosca -, il Torino prelevava Belotti dal Palermo versando nelle casse del Palermo appena 7.5 milioni di euro. Oggi l’operazione “Gallo” appare oggettivamente difficilissima, ma se davvero i cinesi arrivassero al Milan carichi di soldi e pronti ad investimenti importanti, perchè non sognare in grande?
JACK & GIGIO - Giacomo Bonaventura ha prolungato il suo contratto con il Milan fino al 30 giugno 2020. E ne siamo felici. Nel corso della riunione decisiva tra Galliani e Raiola, il discorso è scivolato inevitabilmente anche sulla questione Donnarumma, altro pezzo forte della scuderia dell’ex pizzaiolo italo-olandese. Sul fronte Gigio però non è arrivato alcun segnale di apertura, anzi, Raiola ha confermato di voler aspettare il closing e il progetto di rilancio del Milan cinese prima di sottoporre al portiere rossonero il rinnovo di contratto. A questo punto la domanda nasce spontanea: perchè Bonaventura si e Donnarumma no? La strategia di SuperMino lascia spazio a più di un’interpretazione, compresa quella più inquietante che i tifosi rossoneri non prenderebbero troppo bene.

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