Milan, lo strano caso dei dott. Galliani e Braida e dei Mr. Galli e Pederzoli

Milan, lo strano caso dei dott. Galliani e Braida e dei Mr. Galli e PederzoliMilanNews.it
sabato 31 luglio 2010, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Robert Louis Stevenson nel 1886 scrisse un libro nel quale raccontava la storia di un uomo, il dottor Jekyll, che soffre di sdoppiamento della personalità, compiendo azioni anche come il signor Hyde. Una situazione simile la sta vivendo, al suo interno, il Milan. La società rossonera, un po’ come i personaggi di Stevenson ma anche come accade nel romanzo di Chuck Palahniuk, Fight Club, vive una situazione ambigua. I dottori Galliani e Braida, dirigenti di affermata esperienza e dalle doti manageriali indiscutibili, si trovano con le mani legate sul mercato della prima squadra, impossibilitati dalla scarsa disponibilità economica a poter apportare le giuste, e necessarie, migliorie alla rosa a disposizione di Massimiliano Allegri.

Il duo, che in questo parallelo letterario ricoprono la figura del dottor Jekyll, sono alla caccia di affari in ruoli cardine come, ad esempio, quello del centrocampo ma, attualmente, è difficile reperire giocatori che siano validi e funzionali alla causa rossonera e, allo stesso tempo, che abbiano un prezzo di mercato abbordabile. Al contrario, i mister Filippo Galli e Mauro Pederzoli hanno agito tanto, e bene, nel loro campo di appartenenza, ossia il settore giovanile, dove hanno piazzato dei colpi importanti già a gennaio, con gli arrivi di Calvano ed Hottor, impreziositi dalle trattative che han portato in rossonero Luca Santonocito, Marco Ezio Fossati e Mattia Elia Delsole, oltre a numerose trattative in tono minore volte a rafforzare ogni categoria delle giovanili rossonere e lo hanno fatto con intelligenza e anche grazie ad un budget importante messo a disposizione dalla società. Uno strano caso che sembra lontano dal risolversi a meno che, un terzo elemento, non decida di intervenire nella storia di questo mercato fatto di molti nomi e pochi fatti, e consenta ai due dottori di tornare ad essere operativi come negli ultimi 25 anni, magari con un po’ di anticipo rispetto dal 2011, l’anno della rivoluzione.