Milan non ancora pronto, servono ancora acquisti. Summit a Milanello. Maignan e Rabiot: delusione.
Mike Maignan e Adrien Rabiot non hanno fatto una bella figura agli occhi del pubblico milanista. I due francesi hanno deciso di prolungare le vacanze di altri quattro giorni e di rientrare solamente il 16 agosto a Milano, ad una settimana dall’inizio del campionato. Il club ha concesso loro il permesso di farlo, ma Maignan, che è il capitano, e Rabiot, che è uno dei giocatori più importanti della rosa, avrebbero dovuto rientrare prima, anche per dare l'esempio al resto della squadra e ai più giovani. In una stagione in cui non c'è ancora stato un contatto diretto, dal vivo, faccia a faccia con il nuovo allenatore, sarebbe stato meglio anticipare il rientro per lavorare con la squadra a Milanello e avere un approccio diretto con il nuovo tecnico. Sono tutti messaggi e indicazioni che un capitano avrebbe dovuto dare. Invece Maignan ha scelto di non rientrare il 12 agosto, come da programma, ma di prolungare di altri quattro giorni le proprie ferie, così come Rabiot.
IL CASO MAIGNAN E RABIOT
La cosa curiosa, però, è che gli altri giocatori francesi, quindi della sua stessa nazionale, sono rientrati il 9 agosto, come per esempio Thuram all'Inter. Ma c'è di più. Lautaro Martinez, capitano dei nerazzurri e finalista del Mondiale, è rientrato il 9 agosto, mentre Maignan e Rabiot torneranno il 16. Ora, non sono quattro o cinque giorni a fare la differenza nella preparazione o sul campo, per carità. Ma è il messaggio sbagliato che passa e l'immagine sbagliata che viene trasmessa. Un capitano, e Franco Baresi ce lo insegna, o anche lo stesso Paolo Maldini, deve dare l'esempio. Dovrebbe essere il primo ad arrivare e l'ultimo ad andare via da Milanello. Questo atteggiamento non è stato preso bene dal tifo rossonero e va a sommarsi anche al fatto che molti tifosi sono rimasti delusi dalla mancata presenza di Maignan al funerale di Franco Baresi. Anche perché il portiere era in vacanza, non era impegnato a Perth con il resto della squadra, e avrebbe potuto prendere un aereo per esserci. La scelta del francese è stata quella di proseguire le ferie, anche perché si trovava in una meta comunque complicata e non era semplice organizzare un viaggio in tempo. Resta il fatto che sono due episodi ravvicinati, la mancata presenza al funerale di Baresi e le ferie prolungate, che hanno fatto sicuramente storcere il naso alla piazza milanista.
STRATEGIE MILAN
Passiamo ora al mercato, perché saranno venti giorni di fuoco, nei quali ci aspettiamo sicuramente dei miglioramenti della rosa con il mercato in entrata e soprattutto ci aspettiamo delle cessioni. Innanzitutto, i giocatori non funzionali al gioco di Amorim verranno ceduti, molti in prestito perché è difficile trovare una collocazione, mentre con altri si proverà a monetizzare. Il caso Leao è emblematico. Per il Milan è sul mercato, è cedibile, ma servono 50-60 milioni di euro per venderlo. E chi è che oggi mette sul piatto quella cifra per l'esterno portoghese? Quasi nessuno. Ecco quindi lo stallo su Rafael Leao.
OPERAZIONI DI MERCATO
Attenzione però, perché nei prossimi giorni potrebbero esserci delle sorprese o delle novità. Si sa che a fine agosto saltano gli schemi e può succedere qualsiasi cosa. Uno dei primi giocatori a partire è stato Zakaria Athekame, ceduto in prestito secco al Lione dopo un solo anno di permanenza in rossonero. Tra un anno tornerà alla base, con la speranza che possa giocare di più e migliorare. Ci saranno tanti altri giocatori ceduti. Si sa che Cissè può andare al Torino, Odogu andrà via in prestito, e attenzione anche a Fofana e Tomori, che potrebbero lasciare il Milan. Anche Santiago Gimenez è nel mirino del Porto fin dall'inizio del mercato. Insomma, tante operazioni dovranno ancora definirsi. Ma quello che interessa è che il Milan sia competitivo e che bisogna investire ancora per migliorare la squadra.
MERCATO IN PRIMO PIANO
Il Milan, ad oggi, non sembra essere ancora competitivo. Se la sfida è quella di tornare a vincere subito, o comunque a lottare per i primi posti, la squadra ad oggi non sembra attrezzata per farlo. Le strade sono due: o si migliora la squadra dal punto di vista qualitativo, oppure sarà un altro anno difficile da vivere, con anche l'incognita di un nuovo allenatore che deve approcciare alla Serie A. E non è facile. La scelta spetta a loro. Vedremo cosa verrà fatto sul mercato nei prossimi giorni dopo il summit di mercato che si terrà a Milanello in questa settimana.
SCELTE DI FORMAZIONE
Sabato prossimo contro il Manchester United ci aspettiamo le prove generali della formazione che scenderà in campo una settimana dopo contro il Torino per la prima di campionato. Ormai ci siamo, una nuova stagione sta per iniziare ed è arrivato il momento di mettere da parte gli esperimenti. Contro gli inglesi dovranno scendere in campo gli undici che probabilmente sfideranno i granata. Così capiremo realmente a che punto si trova il lavoro di Amorim perché quello che è emerso dalla tournée internazionale è solo tanta confusione, dettata dalla voglia di provare tanti giocatori.
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