Montella è da Champions, il Milan non ancora. Locatelli e Lapadula: abili e arruolabili
Chi l’avrebbe mai detto? Praticamente con la squadra dello scorso anno e senza apprezzabili riscontri dal mercato estivo, il Milan dopo appena 8 giornate è secondo in classifica. Sabato sera affronta la Juventus (a San Siro, ore 20,45) che è davanti «solo» di 5 punti. Dopo aver accusato distacchi in doppia cifra, il «gap» con i bianconeri appare meno grave e
umiliante ma comunque sempre da tenere in debita considerazione. Vincenzo Montella sta sfatando tutti i tabù. Non ultimo quello consolidato da Sinisa Mihajlovic che sostiene che i suoi immediati successori fanno sempre peggio di lui... Probabilmente questa volta la convinzione del tecnico serbo avrà solo un effetto ritardato, ma per il momento è giusto
godersi un secondo posto meritato e fortunato.
ESORDIO. Vincenzo Montella, quindi, ha deciso di conquistare un «slot» per la Champions League con questo Milan. Da calciatore l’ha visitata in 22 occasioni (4 gol) indossando la maglia della Roma. Senza strafare, ma con buon senso e logica (i calciatori, finalmente, sanno cosa fare e come muoversi in campo) il tecnico ha seguito l’unico e l’ultimo suggerimento ereditato da Silvio Berlusconi. Milan giovane e «made in Italy». Contro il Chievo erano schierati 5 Under 23 e 8 italiani già al fischio d’inizio. Pur condizionato da ben 7 infortunati, Montella sta gestendo molto bene un organico che, sulla carta, non doveva e poteva essere da secondo posto. Palcoscenico che era abituale, senza eccessivi godimenti, ai Grandi Milan di Sacchi, Capello, Zaccheroni, Ancelotti e Allegri. Sì ma, con tutto rispetto per i presenti, la qualità (10 Palloni d’Oro collezionati dal 1987, Gullit e Van Basten, al 2009, Ronaldinho) era un po’ diversa...
DOPPIO OK. Locatelli e Lapadula, attesi con una certa tensione all’esame-Chievo, hanno dimostrato che in questo Milan ci possono stare. Comodi, meritevoli di stima e fiducia. Il baby centrocampista può amministrare il centrocampo. A maggior ragione se coadiuvato da due mastini come Kucka e Bonaventura. A Lapadula domenica sera è mancato solo
il gol. Tanto sfortunato quanto è stato super-bravo Sorrentino in almeno due occasioni. Sicuramente l’ex-Pescara può essere considerato una valida alternativa a Bacca. La staffetta ha portato bene anche al Bentegodi, dopo la «prima» assoluta di Marassi contro la Samp.
PROSPETTIVE. Pur mantenendo la necessaria lucidità e un’autostima non certo esorbitante, si può pensare che questo Milan possa trascorrere le vacanze di natale in Europa. Magari, ma non sarebbe un delitto, accovacciato negli ultimi posti della seconda classe (Europa League) per poi ritentare l’impresa Champions appena certificata con uno «score» di 4
vittorie e un pareggio più forte e rinforzato (così si spera...) dal mercato invernale. Questa volta tocca ai nuovi padroni cinesi cimentarsi in una fase così delicata, così come è stata quella estiva dove l’allora ad in pectore Nicholas Gancikoff aveva passato volentieri la mano. Vincenzo Montella sta dimostrando di essere un tecnico che può conquistare il visto sul passaporto europeo. Questo Milan, non ancora. La squadra può e deve diventare forte e compatta solo se la società lo è altrettanto. Altrimenti il sogno potrebbe tramutarsi, ancora una volta in un incubo.

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