Non ci voglio credere! FUORI, ANCORA FUORI! E ALLEGRI ORA? Kostić, grandissimo colpo. Come nella Turandot

Non ci voglio credere! FUORI, ANCORA FUORI! E ALLEGRI ORA? Kostić, grandissimo colpo. Come nella TurandotMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

La seconda parte di questo pezzo l’avevo scritta nel pomeriggio. Avevo deciso di lasciare l’incipit, sperando di festeggiare la sospirata qualificazione a un Mondiale che ci manca da 12 anni. Invece anche i tasti del pc sembrano duri, difficili da spingere, mentre laggiù, dalla tv, si sentono solo le urla di giubilo dei tifosi della Bosnia. Sembra incredibile, ma dobbiamo aspettare fino al 2030, un anno che sembra lontanissimo. È lontanissimo. È una maledizione, fin dal sorteggio che ci ha visto assegnata la doppia trasferta in questi spareggi. Sembra tutto facile dopo la rete di Kean, poi l’espulsione che ha cambiato il cammino di una partita che sembrava ben indirizzata. L’occasione dello stesso Kean che ci fa impazzire. Poi uno dei migliori portieri del mondo, già protagonista, ha trovato di fronte rigoristi formidabili e infallibili.

Il Mondiale è una festa, la festa del calcio. In questa festa, però, non ci saremo. Ci aspetta invece un’estate triste. Non mi metto la toga dell’accusatore per puntare il dito sui colpevoli. Non è il momento, quando fuori tutto sembra silenzio. L’Italia ha perso da una squadra che ha un ranking oltre il numero 70. È INSOPPORTABILE!

Non so che cosa succederà ora nel futuro della panchina azzurra. Qualche mese fa mi avevano detto: “Attenzione, lo potrebbero chiedere a Massimiliano Allegri, in caso di eliminazione!”.

ACCADRÀ QUESTO? E, NEL CASO, QUALE SARÀ LA RISPOSTA DI MAX?

Un motivo per dormire male in questa notte lunga e triste.

E adesso le righe scritte nel pomeriggio, che sembrano ora anacronistiche, e me ne scuso!

Sono i giorni del raccolto e della semina. Queste righe dovrebbero essere accompagnate dalla famosa ballata popolare del 1580, “Greensleeves”, sigla della vecchia trasmissione Rai “La TV degli Agricoltori”. Massimiliano Allegri si è calcato in testa il cappello del contadino, pronto a raccogliere i frutti di un autunno e un inverno di duro lavoro. Otto partite per capire se il Milan arriverà primo, secondo o terzo. Molto dipenderà dalla partita di lunedì sera a Napoli, che deve essere presentata con il titolo: “Il match dei sogni rimasti!”. Chi vince spera ancora. Chi perde ripiega per lottare solo per la piazza d’onore. In caso di vittoria dell’Inter, Milan e Napoli diventeranno come i capponi di Renzo Tramaglino, che si beccano mentre vanno al mercato.

Questi giorni di sosta hanno visto ancora una volta i fautori del 4-3-3, quelli di un Milan più spregiudicato, diventare protagonisti. Il tecnico livornese, dopo averli ascoltati con attenzione e rispetto, giocherà a Napoli con Maignan – Tomori, De Winter, Pavlović – Saelemaekers, Fofana, Modrić, Rabiot, Bartesaghi, e qui mi fermo perché potrebbe accadere di tutto. I due posti se li giocano in cinque: Leao, capocannoniere, ma dolente. Pulisic, il più eclettico, ma in astinenza. Nkunku, il più reattivo, ma spesso impreciso. Füllkrug, ariete dal poco fiato. Giménez, la tentazione e il timore.

Mi sbilancio? Per me giocheranno Nkunku e Pulisic, ma attenzione alla candidatura di Giménez.

Passiamo alla scrivania. Ai giorni dunque della semina. Intanto però il debutto della campagna di rafforzamento vede subito un grande colpo. Andrej Kostić, al costo di 3,5 milioni più circa 4 di bonus, rappresenta una splendida opportunità, colta con prontezza e determinazione. Il ragazzo montenegrino, “raccomandato” da Dejan Savićević, è un 2007 che ha già realizzato 10 gol nel Partizan di Belgrado. Ha sempre fortissimamente voluto il Milan, che lo ha acquistato per Milan Futuro. Se è quello che si crede possa diventare, non è difficile ipotizzare che presto lasci i suoi compagni di Serie C per allenarsi con la prima squadra.

Qualcuno teme che l’acquisizione dell’attaccante possa ripercuotersi sugli investimenti per il futuro grande bomber. Paura che non ha senso, che non ha presupposti. L’investimento è di soli 3,5 milioni di euro. Non “ruberà” nulla al budget studiato per il futuro centravanti.

I nomi, a proposito, sono sempre i soliti. Le risposte sono però sempre le solite. Quando sarà chiara la cifra da investire, forse si alzeranno i veli. Forse verrà risolto l’indovinello, oggi più tremendo dei tre enigmi della Turandot.