Quanti rimpianti. Un limite e un problema molto serio.

21.03.2021 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture
Quanti rimpianti. Un limite e un problema molto serio.

L'eliminazione in Europa League ha lasciato tanti rimpianti, troppi. A partire dal gol ingiustamente annullato a Kessie, a conti fatti decisivo. Un peccato non essere riusciti a segnare nel primo tempo tre giorni fa, senza dimenticare ovviamente la situazione infortuni.

Alla squadra non si può proprio rimproverare nulla: l'atteggiamento nel doppio confronto con lo United è stato davvero da grande squadra. E' doveroso però, a bocce ferme, fare una valutazione più ampia e sottolineare due problemi evidenti che sono emersi negli ultimi mesi.

Il primo riguarda la dirigenza e il silenzio costante di fronte a episodi gravi. Chi ha il Milan nel cuore ha dovuto sorbire prima il chiacchiericcio incessante sui rigori: club sempre silente, quando forse una presa di posizione netta sarebbe servita.

Così come dopo il gol annullato incredibilmente a Manchester qualcuno della Società, probabilmente Maldini, avrebbe dovuto alzare un ditino per chiedere spiegazioni di fronte a un episodio più unico che raro: una rete tolta dal Var senza uno straccio di immagine che avrebbe dovuto portare a quella decisione. Stesso discorso per il rigore non dato contro il Napoli: il Var richiama l'arbitro, c'è il contatto ma il rigore non viene assegnato. Anche qui silenzio assoluto.

La comunicazione oggi è uno strumento troppo importante nel mondo del calcio, è un'arma incredibile che va utilizzata e che alla lunga può anche fare la differenza. In questo Galliani era un maestro. L'attuale dirigenza preferisce evidentemente sentirsi dire che ha stile. Già, ma dove porta lo stile? Poi si può dire tutto anche con classe. Non farlo purtroppo è un limite.

Secondo aspetto, decisamente il più importante: l'escalation incessante di infortuni. C'è la componente sfortuna, ma ci sono anche evidenti responsabilità e chiari errori.

Giovedì a poche ore dalla partita ci comunicano che Calabria la settimana precedente a Manchester si è procurato una lesione del menisco e che necessita di operazione. Da non credere. Perchè non è stato operato subito? Perchè si è provato a recuperarlo mettendolo oltretutto a rischio di peggioramenti? Stesso discorso per Leao. Si fa male domenica, si prova a recuperarlo fino all'ultimissimo, salvo poi accorgersi che ha una lesione al bicipite femorale. Oppure lo si sapeva e si è provato a forzarlo, rischiando anche qui conseguenze peggiori? Stesso discorso per Romagnoli: prima è il pestone, poi è una lesione al polpaccio. Ma perchè Pioli mercoledì sera lo mette nella lista di quelli per cui ci sono ancora speranze di recupero? Con una lesione al polpaccio?

Tutto questo è inacettabile per un club di altissimo livello come il Milan ed è stato purtroppo fatale. Con una situazione normale di infortuni Ibra e compagni sarebbero sicuramente ancora in lotta per lo scudetto e forse anche ai quarti di Europa League. Il problema infortuni è troppo serio, merita un'analisi accurata, una spiegazione chiara e una soluzione definitiva. Ripartire così l'anno prossimo sarebbe un suicidio.