Silvio Berlusconi non avrebbe avuto dubbi. Rabiot da prendere subito. Il 37,5 % del cartellino. Troppo. Furlani, Kia e i mutui subprime

Silvio Berlusconi non avrebbe avuto dubbi. Rabiot da prendere subito. Il 37,5 % del cartellino. Troppo. Furlani, Kia e i mutui subprimeMilanNews.it
Ieri alle 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Oggi è l’anniversario della scomparsa del “Nostro“ Presidente. Silvio Berlusconi ci ha lasciato, un anno fa, accompagnato dal coro alzato in tutti gli stadi del mondo. "C’è solo un Presidente!”. Conoscendolo ancora più a fondo, dopo che io e Peppe Di Stefano abbiamo raccontato le sue tante vite da imprenditore, soprattutto quella che più amava, quella legata al calcio e al suo Milan, ho una certezza.

Fosse stato ancora alla guida del Club, avrebbe chiamato al telefono Adriano Galliani. “Adriano, senta... dobbiamo parlare di un giocatore. Appena è possibile, per favore, mi raggiunga in ufficio".

L’ Amministratore Delegato rossonero sarebbe salito in auto, guidata dal fido Alberto, e presto sarebbe entrato a Villa San Martino. “Mi dica, Silvio..."

“Non possiamo farcelo sfuggire. Talento, classe e stile da giocatore del Milan, corsa e qualità. Poi quel carisma e quella personalità che,  persi Giroud e Kjaer, sono necessari, anzi fondamentali per dire meglio, con una rosa così giovane. Adriano, vada e prenda ADRIEN RABIOT”.

“Ho capito, una operazione alla Flamini. Alto l’ingaggio, sei milioni, per il centrocampista dell’Arsenal che sarebbe costato almeno quattro volte tanto!”

Se i dirigenti del Milan volessero onorare la memoria di Silvio Berlusconi, contatterebbero la mamma-agente del giocatore francese, la sig.ra Veronique, e aprirebbero una trattativa che potrebbe portare un grande giocatore a soli 7.5 milioni di ingaggio. Sì, Rabiot costa SOLO 15 milioni lordi, a fronte di un prezzo di cartellino di almeno 35 milioni (fonte transfermarkt). Insomma, se non fosse in scadenza, Adrien, giocatore moderno e di classe cristallina, sarebbe costato 50 milioni di euro, tra costo e ingaggio.

Insomma Gerry Cardinale dovrebbe esclamare: "The dish is rich, so I dive in". Libera traduzione italiana  "Piatto ricco mi ci ficco” .

Non si può perdere l’occasione di regalare Rabiot a Paulo Fonseca, che verrà annunciato giovedì mattina, magari direttamente dalla voce di Zlatan Ibrahimovic, alla sua prima conferenza stampa della sua nuova carriera di “Senior Advisor”. Potrebbe giocare nei tre centrali, con Reijnders o Loftus Cheek, a sinistra, Bennacer o Fofana (speriamo) in mezzo, e proprio il francese a destra. Altra soluzione nel 4-2-3-1, con Pulisic e Leao ai suoi fianchi. Sarebbe un Milan più forte, più competitivo, più completo a soli 15 milioni lordi. Il costo di un medio giocatore italiano. Mi sto illudendo? No, mi auguro, con un pizzico di presunzione, che i plenipotenziari del mercato rossonero  convengano sulle mie riflessioni e affondino il colpo, prima che comincino gli Europei. Venendo incontro alle esigenze di Rabiot che vorrebbe conoscere il proprio destino entro la fine della settimana. Un meraviglioso regalo, ripeto, per ricordare Silvio Berlusconi.

Mentre cerco di… spingere i dirigenti del Milan ad acquistare il francese, capisco le loro perplessità e i loro dubbi nel chiudere la rovente trattativa del momento, quella relativa a Joshua Zirkzee. Tante tessere sono andate al loro posto. La volontà dell’attaccante che desidera giocare nel Milan. Essendo umile quindi intelligente, ritiene di non essere ancora pronto per la Premier League. L’accordo di massima sull’ingaggio, intorno ai quattro milioni, e la possibilità di acquistarlo pagando la clausola di quaranta milioni.

Sembra però il vecchio cubo di Rubik. C’è l’ultima faccia da sistemare. La più complicata, la più ostica. Si chiama “Commissioni”. L’agente di Zirkzee, Kia Joorabchian non vuole meno di quindici milioni, cioè il 37,55 per cento del costo del cartellino.

Non esiste, non può esistere.

Il costo totale diventerebbe, tra cartellino, commissione e ingaggio lordo, circa 64 milioni di euro. Che Zirkzee sia un attaccante di grandi prospettive, classe, stile, eleganza tanto da ricordare i tanti grandi giocatori rossoneri del passato, è evidente, ma la richiesta sembra troppo esagerata.

Giorgio Furlani è stato bravo a chiudere una trattativa altrettanto complicata, quella relativa a Leao, uscendo da un mare tempestoso, più agitato di quello tra Scilla e Cariddi, con rocce appuntite come lo Sporting Lisbona, il Lille, gli avvocati e i procuratori. Servirà la sua esperienza che ha saputo gestire, da abile uomo di finanza, la crisi del 2008.

Kia è nulla rispetto ai mutui subprime!!!