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26.11.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
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MilanNews.it

Il Milan insegna, il Milan dimostra, il Milan scorre. Non sempre capito, talvolta analizzato superficialmente, in qualche caso stressato mediaticamente, ma il Milan va. Quando un club è compatto e quando un ambiente è sereno, prima poi la strada di casa la si trova. Le fondamenta non sono importanti, sono l'unica cosa che conta. Origi non ha ancora spaccato? Charles De Ketelaere eccetera eccetera? Non abbiate paura. I tifosi delle critiche e i nostri giocatori di avere fretta. Il Milan c'è, aspetta, non lascia per strada nessuno. Qualche esempio? Stando al Milan allenato da Stefano Pioli, ce ne sono a bizzeffe. il 1' gennaio del 2020, Suso era il gran capo dei flussi di gioco del Milan, Castillejo una dignitosa riserva. Ma il giorno 10, Castillejo diventa titolare e per mesi è una delle pedine fondamentali della squadra. Sempre quel famoso 1' gennaio. Rebic era una boccia persa, un giocatore di cui il Milan si sarebbe liberato di lì a poco. Un mese dopo, segnava gol a raffica, almeno uno a partita. Nel luglio del 2020, il titolare del Milan sulla fascia destra era Andrea Conti. mentre sul conto di Davide Calabria si scriveva solamente che Casa Milan era in attesa dell'offerta dal Bologna. Oggi Calabria è il capitano del Milan. Per non parlare della velocità, visto che Stefano Pioli non è un allenatore con le gambe sotto il tavolo ma in continuo movimento professionale e mentale, con cui i rossoneri sono passati da Musacchio a Kjaer, da Romagnoli a Tomori, dallo stesso Castillejo a Saelemaekers fino a Messias.

E Giroud? Un anno fa oggi era malinconicamente fuori squadra. Dopo il Covid e i problemi alla schiena, lo aveva bloccato la fitta muscolare di Madrid, in Champions League contro l'Atletico. Tanto che contro la Salernitana erano tutti fuori e doveva giocare Pellegri...che poi si fa male...ed ecco la vittoria ottenuta con Krunic (un altro che il Milan avrebbe dovuto sbolognare da un momento all'altro dopo il suo primo anno rossonero) nel ruolo di falso nueve. Proprio così, un anno fa data oggi, si diceva e si scriveva che da Mandzukic a Olivier non era cambiato granchè...Un anno dopo sapete tutti, sappiamo tutti, sanno tutti...Se ne sono già andate una ventina scarsa di righe e mi accorgo di non aver ancora nominato Leao e Tonali. Forse perchè sono i luoghi comuni, le punte verso l'alto dell'albero. Ma se le radici non fossero solide, come dimostrano uno ad uno tutti i casi del recente passato, nemmeno loro ne sarebbero venuti fuori. Da quel periodo lì, dal check-in vagamente in controluce al banco del progetto rossonero. E poi di luoghi comuni ne abbiamo fatta incetta...siamo passati dal Milan che vinceva solo perchè c'erano le porte chiuse al Pioli del secondo anno (ve la ricordate?) che inevitabilmente cala e si deprime, fino alla coppa d'Africa che avrebbe danneggiato il Milan e che invece ha restituito mesi fa a Milanello un grande Bennacer arrivato fino ad oggi. Sì, proprio lui, il calimero, il retrocesso, quello arrivato alle visite mediche con un vestito improponibile. Oggi invece se non firma il contratto domani mattina, è la fine del mondo. Queste non sono forzature, non sono provocazioni. Sono isterie. Dalle quali Charles, per arrivare al dunque, deve essere bravo a stare lontano. La mano tesa del Milan, robusta e leale, è lì, solida, ferma e convinta. La stessa mano che fa parte della storia e della scorza di tantissimi suoi compagni di squadra. Ne vale la pena Charles, senza isterie naturalmente, ma con la forza e l'energia giuste per sostenere il tuo talento e la tua passione per il calcio.