Sosta da sfruttare per trattare i rinnovi di Donnarumma e Ibra, ma anche per individuare il vice Zlatan e un nuovo difensore

10.11.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Sosta da sfruttare per trattare i rinnovi di Donnarumma e Ibra, ma anche per individuare il vice Zlatan e un nuovo difensore

Benedetta sosta e maledette nazionali. Per fortuna Ibrahimovic rimarrà ad allenarsi a Milanello, anche se lui avrebbe preferito tornare a giocare, e soprattutto a segnare, con la maglia della Svezia. Gli altri, però, dal debuttante azzurro Calabria a Calhanoglu, sono partiti lasciando quasi solo Pioli. E come spesso accade qualcuno torna con qualche problema, come già successo ieri a Saelemaekers che ha lasciato il Belgio del suo amico Lukaku per un infortunio da valutare. Per fortuna il Milan avrà qualche ora di riposo in più, almeno stavolta, visto che alla ripresa del campionato giocherà domenica sera a Napoli, contro la squadra dell’amatissimo ex Gattuso. Ma in fondo cambierà poco. Ora più, ora meno, con la speranza di non perdere pezzi importanti per strada, dopo la improvvisa rinuncia a Romagnoli nel pre-partita contro il Verona, il Milan ripartirà dal sorprendente primo posto in classifica, grazie al pareggio acciuffato in extremis contro il Verona e al pareggio del Sassuolo contro l’Udinese che così non lo ha raggiunto. In queste due settimane in cui a Milanello ci sarà il silenzio o quasi, interrotto soltanto dalle urla di Ibrahimovic ai pochi compagni presenti, rimarranno però attivi al cento per cento i dirigenti rossoneri, a cominciare da Maldini. E allora, visto che poi la successiva sosta sarà a Natale, sarebbe opportuno sfruttare queste due settimane per portare avanti la lunga e difficile trattativa con Raiola per il rinnovo del contratto di Donnarumma. Il tempo che passa non gioca a favore dell’accordo,, anche se di tempo ce n’è ancora tanto, visto che il suo contratto è in scadenza alla fine della prossima stagione e non di questa. Meglio, però, non  rimandare troppo il faccia a faccia con Raiola, approfittando dell’occasione anche per trovare un accordo per il rinnovo di Ibrahimovic. Il tempo in questo caso ha dato ragione allo svedese, che può sbagliare un rigore, anzi tre in poche settimane, ma ha dimostrato di essere ancora decisivo a 39 anni, grazie a un carattere e un fisico che ha stupito persino i medici americani, scettici sulla sua ripresa dopo il grave infortunio a Manchester prima del trasferimento ai Galaxy. Malgrado la sua condizione straordinaria, non si può però pensare che il Milan vada avanti in eterno aggrappandosi a Ibrahinovic. Può capitare un dolorino, oppure una squalifica, visto il suo caratterino, e non si può pensare che al suo posto giochino Rebic o Leao che non sono attaccanti centrali. Il ventenne Colombo non convince del tutto Pioli che ultimamente non lo ha più schierato nemmeno nel finale, come Daniel Maldini. E allora, visto che il mercato di gennaio si avvicina, conviene individuare un attaccante di scorta, non troppo avanti con gli anni, ma neppure troppo giovane, per non trovarsi scoperti quest’anno e se va bene anche nel prossimo. Vivere alla giornata sull’onda dell’entusiasmo è rischioso e l’esperienza insegna che anche nel calcio è meglio prevenire che curare. Lo stesso discorso vale per il reparto difensivo, per il quale Pioli aveva chiesto invano un’alternativa. Visto che Duarte  è ormai disperso e Gabbia è ancora acerbo, per il presente  si può di nuovo cercare il difensore della Fiorentina Milenkovic, oppure per il futuro il veronese Lovato, malgrado le sue incertezze proprio contro i rossoneri, o il nazionale norvegese Ajer del Celtic, già seguito con attenzione. I nomi possono essere tanti, ma l’importante è scegliere e poi muoversi. Perché sarebbe un peccato far passare queste due settimane senza fare passi avanti. Non in classifica in questo caso, ma nella costruzione di un nuovo Milan che sia una realtà invece di una sorpresa, sia pure piacevolissima.