ESCLUSIVA MN - Broli: "Ecco come si costruisce un settore giovanile vincente"

ESCLUSIVA MN - Broli: "Ecco come si costruisce un settore giovanile vincente"
Pietro Mazzara
© foto di MilanNews,it
martedì 20 settembre 2011, 00:00Esclusive MN
di Pietro Mazzara

Un settore giovanile che ha degli obiettivi molto importanti va strutturato dalle fondamenta che, come per ogni progetto che si rispetti, devono essere solide e fatte del miglior materiale possibile per far si che il palazzo venga eretto in maniera corretta e senza problemi. Ed è proprio l’attività di base uno degli elementi fondamentali del vivaio rossonero e per farci descrivere al meglio l’argomento trattato, abbiamo intervistato in esclusiva Silvio Broli, responsabile nazionale dell’attività di base del Milan.

Sig. Broli, prima di entrare nel dettaglio dell’attività del settore giovanile, facciamo un breve bilancio sui due anni che sono appena trascorsi da quando il dott. Galliani ha voluto che il settore giovanile ritornasse ad essere un bacino importante per la società.
“Il bilancio, visti i risultati anche sul campo, che tuttavia non sono il nostro obiettivo finale, direi ottimo visto che in questi due anni abbiamo vinto la Coppa Italia Primavera e due scudetti con i Giovanissimi Nazionali e gli Allievi Nazionali. In più abbiamo incrementato, per ciò che riguarda l’attività di base, il numero di partecipazioni e le vittorie nei tornei. Anche per volere di Filippo Galli partecipiamo a molti tornei internazionali che servono a dare ai nostri ragazzi un bagaglio d’esperienza importante. L’anno scorso, per darti un dato, abbiam vinto il 43% dei tornei ai quali abbiamo partecipato, quasi il doppio rispetto a due anni fa. Sono tornei selezionati ai quali partecipano le migliori squadre a livello regionale, nazionale e internazionali. Quelli che abbiamo raggiunto fino a questo momento sono obiettivi intermedi perché l’obiettivo finale fissato dal dottor Galliani, che ha delegato Filippo (Galli ndr), è quello di portare giocatori da serie A alla prima squadra che ne farà l’uso più opportuno. Pensiamo che vincere aiuta e abitua a vincere con lo stile Milan ed è per questo che abbiamo una Academy, una scuola di formazione per gli allenatori che operano in tutte le realtà Milan dove è trattata sia la parte tecnica, con allenatori preparati e costantemente aggiornati, che la parte relativa agli aspetti educativi e psicologici. Abbiamo unito tutte le forze facendo lavorare con noi sia i Milan Junior Camp che le Scuole Calcio Milan, un altro progetto molto grosso che è passato dalle 23 squadre di due anni fa alle 117 e l’obiettivo è quello di raggiungere le 150 entro giugno. I nostri allenatori seguono corsi specifici e grazie alla loro competenza e ai feedback che riceviamo siamo sicuri di poter arrivare allo scopo prefissato. Siamo l’unica realtà in Italia ad avere tutte queste scuole calcio e grazie ad un portale specifico siamo in grado di visionare o di avere segnalazioni che vanno dai 500 ai 750 mila bambini all’anno”.

Sulle scuole calcio, quali sono i requisiti che una società deve avere? Ci sono degli standard minimi di qualità che queste società devono rispettare?
“Il Milan è una società di persone e quando si identifica una scuola calcio non sono i dirigenti di questa ad elevarsi al livello del Milan, che è una cosa oggettivamente impossibile, ma siamo noi ad adattarci al livello della società. La caratteristica principale è la valutazione del gruppo di lavoro che si vuole avvicinare al Milan. Conoscendo quali sono le difficoltà di queste società, noi seguiamo le persone ma ciò non toglie che alcune società debbano avere delle strutture idonee, ad esempio, ad ospitare i corsi di aggiornamento che organizziamo in 18 località diverse d’Italia dove i nostri specialisti vanno e si trattano tutti gli ambiti da quelli tattici a quelli medici fino all’uso del portale. Abbiamo un’infinità di domande da parte di società che si vogliono affiliare a noi e questo è il frutto del lavoro svolto. Noi non facciamo scuole calcio per guadagnare soldi ma facciamo scuole calcio per avere un bacino di giocatori che, un domani, possano essere pronti per la prima squadra. In questo momento ci sono il 20% dei giocatori che giocano nel settore giovanile del Milan che arrivano dalle nostre scuole calcio e il nostro obiettivo è quello di elevare, anno dopo anno, questa percentuale sempre di più perché devono arrivare giocatori formati con caratteristiche che noi vogliamo e che trasmettiamo agli allenatori che formiamo. Teniamo presente una cosa fondamentale: noi oltre a formare gli allenatori delle scuole calcio, mandiamo un supervisore, almeno una volta al mese a controllare che questi allenatori svolgano negli allenamenti, svolgano la loro attività secondo quello che gli abbiamo indicato nei corsi. Oltre al supervisore abbiamo anche Zanoli che controlla che gli osservatori abbiano visionato bene le situazioni”.

Per stare dietro a questa mole enorme di ragazzi da visionare c’è bisogno di una grande rete di osservatori. Com’è strutturato questo gruppo e quali caratteristiche devono avere gli osservatori che nel settore giovanile hanno un ruolo di primaria importanza.
“L’obiettivo principale del Milan è quello di prendere i migliori prospetti sulla piazza e, se non ci riusciamo perché questi vanno in altre realtà, di quel giocatore dobbiamo avere una scheda dettagliata e devono essere comunque visionati. L’obiettivo principale dello scouting è quello di avere una mappa dettagliata dei giocatori di ogni società anche se non è facile. Per ogni regione d’Italia, ce ne mancano poche ancora da scandagliare, abbiamo un generale di zona che è il referente al quale abbiamo dato una rete di osservatori. Il referente, oltre a conoscere perfettamente tutte le realtà di zona, viene informato dai coordinatori di un determinato giocatore che lui stesso va a visionare e, una volta effettuata la visionatura, comunica a noi se il ragazzo è da Milan o meno. A quel punto ci muoviamo attraverso determinate persone per capire se il giocatore può entrare nel nostro settore giovanile. Ci sono dei casi specifici in cui il giocatore non può venire immediatamente da noi, come gli under 12. Una volta che arrivano al Vismara proviamo questi giocatori con le nostre squadre per vedere se, sia tecnicamente che caratterialmente può stare al Milan o meno e abbiamo anche un equipe di psicologi che ci aiutano nella decisione. Abbiamo anche la visione di quelle che sono le società professionistiche con una mappa iniziale della Lombardia gestita da Luca Grimi, che è il coordinatore degli osservatori lombardi mentre il coordinatore nazionale è Michele Cavalli, che decide quali osservatori vanno a vedere determinate partite in determinate squadre. Inoltre noi abbiamo già una lista di ragazzi del 2000-2001 che vengono da fuori regione che abbiamo già bloccato, seguendoli e curandoli già da uno-due anni. Non siamo l’unica società in Italia che si muove ma vogliamo sempre anticipare tutti sui migliori prospetti. Quando i giocatori arrivano qui in prova, grazie al grande lavoro di Fabio Viviani, il mercoledì vengono fatti dei raduni con degli allenatori che visionano i migliori prospetti delle nostre scuole calcio. Tale organizzazione è gestita a livello perfetto dalla dottoressa Costa che è la nostra responsabile organizzativa che fa un grosso lavoro”..

Infine, lo scopo finale è quello di creare giocatori che siano da San Siro?
“Assolutamente si. Oggi come oggi, dalla categoria ’95 in giù (dagli Allievi Nazionali ndr), mi sbilancio con un filo di presunzione ma posso dirti che ci sono almeno, e vado per difetto, due-tre giocatori che possano ambire a giocare ad altissimi livelli in serie A con la maglia del Milan”.