ESCLUSIVA MN - De Feo: "Al Milan ti insegnano cosa vuol dire essere dei professionisti. Sogno una convocazione in prima squadra"

ESCLUSIVA MN - De Feo: "Al Milan ti insegnano cosa vuol dire essere dei professionisti. Sogno una convocazione in prima squadra"MilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/Photoviews
giovedì 11 ottobre 2012, 16:00Esclusive MN
di Pietro Mazzara

Raggiungere la maglia del Milan dopo anni di sacrifici, kilometri macinati in campo e fuori e un distacco, quello dalla famiglia, che ti porta a diventare uomo bruciando le tappe della carta d’identità. Gianmarco De Feo è tra coloro che si stanno mettendo maggiormente in mostra in questo inizio di stagione. Lo abbiamo incontrato a Milanello nei giorni scorsi dove abbiamo parlato con lui di tutto quello che lo riguarda.

Gianmarco, com’è stato tornare al Milan?
“Bellissimo perché penso che il Milan sia il top anche in queste categorie giovanili. L’anno scorso a Varese è stato un anno importante per me perché mi ha fatto crescere tanto sotto tutti i punti di vista, sia tecnico che umano. Adesso però sono felice di essere qui”.

Eppure tu l’ambiente rossonero lo hai conosciuto bene essendo arrivato nel 2007.
“Sono arrivato al Milan cinque anni fa e ho fatto tutta la trafila delle varie squadre giovanili con grande impegno e sacrificio. Ora mi godo questo momento in Primavera dove voglio fare bene”.

Quanto è stata dura lasciare la tua famiglia appena adolescente?
“Non è stato semplice lasciare casa così presto ma questo mi ha aiutato a maturare in fretta. I primi giorni non è mai facile perché entri in una realtà tutta nuova ma anche grazie al sostegno della mia famiglia sono riuscito a superare quella prima fase e ora, eccomi qui”.

Se uno non ti conoscesse come giocatore, come ti descriveresti?
“Posso giocare su tutto il fronte offensivo. Mi trovo molto bene nel 4-3-3 dove posso sfruttare le mie caratteristiche tecniche. Sono un mancino naturale. Ovviamente mi piace andare in gol. A chi non piace?! Ma anche quando faccio degli assist e miei compagni realizzano una rete grazie a un mio passaggio sono contento”.

La primavera ha avuto una partenza altalenante. Qual è stato il momento della svolta?
“Credo che la sosta dopo la sconfitta con il Bologna sia stata importante. E’ stato li che ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che non potevamo continuare così. Ci siamo compattati e abbiamo iniziato a lavorare con maggior intensità per correggere le cose che non andavano analizzando, punto per punto, ogni singola situazione”.

E’ servito anche a cementificare il gruppo visto che siete una squadra totalmente nuova?
“Certamente. Siamo un bel gruppo anche se la rosa è praticamente nuova. Questo affiatamento consente anche a chi è fuori per problemi fisici di sentirsi comunque parte integrante dello spogliatoio. Mi dispiace solo del fatto che non siamo ancora riusciti a scendere in campo con la rosa al completo”.

Parlando del gruppo, quanto è servito il ritiro estivo per conoscervi meglio?
“Tanto anche se li capisci davvero che le vacanze sono finite. A Pinzolo eravamo lontani dal mondo ma questo ci ha aiutati a lavorare tanto e in tranquillità. Abbiamo fatto una preparazione importante e abbiamo anche tenuto testa al Monza che è sempre una squadra di professionisti quando noi eravamo all’inizio del lavoro fisico. Adesso però iniziano a vedersi i frutti di quel lavoro. Inoltre ci ha fatto capire che anche noi siamo dei professionisti”.

C’è molta interazione tra prima squadra e Primavera. Con le panchine allargate, magari in TIM Cup, ti piacerebbe essere convocato?
“Come no?! (ride ndr). Noi in Primavera lavoriamo anche per quello. Dobbiamo farci trovare pronti nel caso in cui arrivi la chiamata dalla prima squadra. Certo la nuova regola delle panchine allargate potrebbe essere un’opportunità in più per provare solo l’emozione di entrare a San Siro da giocatore della prima squadra”.