ESCLUSIVA MN - Evani: "Derby? Il Milan non si accontenterà del pari. Boateng una nota lieta"

ESCLUSIVA MN - Evani: "Derby? Il Milan non si accontenterà del pari. Boateng una nota lieta"MilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
venerdì 1 aprile 2011, 10:00Esclusive MN
di Stefano Maraviglia

Ha legato la sua storia calcistica al Milan scrivendone le pagine più importanti, dopo anni da protagonista sul rettangolo di gioco è approdato alla panchina azzurra, dalla quale contribuisce alla crescita sportiva dei giovani talenti nazionali, Alberigo Evani intervistato in esclusiva dalla redazione di MilanNews, ha analizzato il recente momento attraversato dai rossoneri, senza tralasciare altri argomenti particolarmente caldi, quali il derby e il prossimo mercato.

Sig. Evani come procede la sua avventura lavorativa?
"Bene grazie. E’ una bellissima esperienza sotto tutti i punti di vista, è evidente che trattandosi di Nazionale, per quanto riguarda la crescita dei singoli è sicuramente un lavoro a “lungo termine”, che si potrà vedere nel tempo".

Tra i ragazzi provenienti dal settore giovanile rossonero, quali a suo avviso sembrano promettere maggiormente?
"Per quanto mi riguarda è sempre antipatico fare dei nomi, il Milan è sicuramente uno dei club che oltre ad avere sensibilità per i giovani, alimenta maggiormente la Nazionale, dati i miei trascorsi forse quelli che provengono dal club rossonero li conosco meglio e dico che se avranno costanza e dedizione hanno tutte le premesse per fare bene".

Capitolo campionato: vantaggio dilapidato quante responsabilità ha il Milan sulla "rinascita" delle avversarie?
"Credo che sia fisiologico in ogni squadra avere un calo di rendimento durante il campionato in più ci possiamo mettere la coincidenza di numerosi infortuni nello stesso reparto, come per esempio quelli di Ambrosini, Boateng e Pirlo".

In vista del derby, il +2 sull'Inter è un vantaggio da preservare e difendere, oppure giusto giocarsi il tutto per tutto, cercando l'intera posta in palio?
"Il derby, come si sa è una partita a sé, è difficile fare calcoli. L’Inter sarà agguerrita perchè ha a disposizione un solo risultato utile per effettuare il sorpasso, ma credo obiettivamente che il Milan non si accontenterà di un pareggio anche se comunque sarebbe un risultato positivo, perché resterebbe primo in classifica".

Molti indicano Allegri quale responsabile della recente flessione rossonera, Lei vede altri fattori determinanti?
"Onestamente non credo sia colpa di Allegri, piuttosto la flessione, come ho risposto nella precedente domanda, è legato prevalentemente al fattore infortuni ed ad un concomitante calo fisico".

Capitolo mercato: in casa rossonera c'è assoluta necessità di intervenire per il prossimo futuro, qual'è il reparto che necessita delle maggiori attenzioni?
"E’ evidente che per continuare ad essere competitivi le squadre si devono rinforzare ogni anno di più rispetto alle avversarie, effettuando acquisti mirati e giocatori giovani. Dedicando anche molta attenzione ai giocatori provenienti dallo stesso settore giovanile rossonero".

Nesta pensa all'addio, lei su quale nome punterebbe in maniera decisa per sostituire il fuoriclasse rossonero?
"E’ sicuramente una grave perdita difficilmente sostituibile. Mi pare però che il Milan si sia già mosso, concludendo l’affare Mexes, ottimo in fase difensiva relativamente giovane (compierà 29 anni) e con un buon bagaglio da mettere a disposizione della squadra".

Pirlo pare lontano dal progetto Milan, Ambrosini è ancora un'incognita, ci sono giocatori in circolazione per sostituire questi due baluardi?
"Le rispondo come poc'anzi, il Milan dall’alto della sua esperienza si muoverà in funzione di acquisti adeguati e mirati per sostituire sia Pirlo che Ambrosini".

Prima l'ipotetico ritorno di Kakà, poi il derby per Ganso, per il dopo-Seedorf a chi affidare la trequarti?
"Mi sembra che il Milan abbia già pensato di muoversi sulla trequarti con l’arrivo di Cassano, Robinho e Boateng (in comproprietà), oltretutto quest’ultimo nota lieta per come sta giocando".

A proposito di ritorni, quello di Chicco Evani nello staff rossonero è pura fantasia?
"Nella vita le esperienze mi hanno insegnato a dire “mai dire mai”, il Milan è la mia seconda casa: 16 anni da giocatore più 10 da allenatore, quindi…tutto può succedere!"