Rizzoli, arbitri, Var, media: è ora di dire basta

Giornalista, ideatore e conduttore di “Passione Rossonera” su Radio Radio, l’unico programma radiofonico esclusivamente dedicato al Milan.)
21.01.2021 14:48 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
Fonte: di Fabrizio Tomasello
© foto di Stefano Montesi
Rizzoli, arbitri, Var, media: è ora di dire basta

“Con il Milan il calcio d’inizio è dal dischetto”, oppure “Il Milan parte sempre da 1-0”. Sono solo alcuni dei meme che da settimane a questa parte stanno imperversando sul web, a contrassegnare la vergognosa campagna social anti-Milan. Un’aggressione cattiva, spietata e ingenerosa nei confronti della squadra più giovane d’Italia, per giunta bersagliata come nessun’altra da infortuni, squalifiche e Covid, messo in piedi grazie anche al puntuale ed irriguardoso atteggiamento di alcune testate giornalistiche che tra titoli fuorvianti, sondaggi squallidi e insinuazioni di bassa lega, continuano a gettare discredito sul primato dei rossoneri. All’origine del contendere, ovviamente, la questione rigori. Una situazione che il club di via Aldo Rossi sta vivendo con straordinario savoir faire malgrado un’insistenza sempre crescente di attacchi diretti o trasversali nei confronti degli uomini di mister Pioli. Non ultimo quello del designatore Rizzoli, scientifico nel gettare benzina sul fuoco della polemica sostenendo con periglioso tempismo che il Var avrebbe sbagliato a correggere Maresca in occasione del rigore - peraltro indiscutibile - assegnato al Milan contro il Torino. Se la situazione non fosse sconcertante ci sarebbe da ridere. La verità è che malgrado la sostanziosa dote di calci di rigore assegnata agli uomini di Pioli, 12, gli arbitri non stanno facendo nulla per avvantaggiare il Milan, anzi, forse complice l’onda lunga dell’insoddisfazione altrui, non stanno lesinando colpi bassi a Romagnoli & compagni. Proprio il capitano rossonero è l’ultimo della lista dei bersagliati dai fischietti nostrani: ammonito per un non fallo da Abisso alla prima occasione, come se non aspettasse altro per estrarre il cartellino giallo e mettere fuori causa il difensore del Milan - era diffidato - per la prossima partita con l’Atalanta. Più o meno la stessa cosa accaduta a Rafa Leao la settimana precedente: ammonito per una incomprensibile (ed inesistente) simulazione a metà campo a partita abbondantemente in ghiaccio. Solo per recapitargli a casa una giornata di squalifica da scontare a Cagliari. Per non parlare dell’espulsione di Tonali a Benevento, dell’ammonizione con annessa squalifica comminata a Kessiè contro il Sassuolo dal solerte arbitro Mariani, ancora una volta per un ipotetico fallo visto solo dal fischietto di Aprilia. La verità inoppugnabile è che dei 12 rigori di cui il Milan ha beneficiato, 11 erano netti, indiscutibili, al di sopra di ogni polemica; l’ultimo, quello di Milan-Roma, decisamente no, ma sappiamo perfettamente cosa è riuscito a combinare l’arbitro Giacomelli nel corso di quel match. Eppure non si fa altro che parlare di Milan favorito, avvantaggiato, fortunato. Ebbene, sappiano tutti coloro che si stanno adoperando per gettare ombre sul primato dei rossoneri, che niente e nessuno potrà mai mettere in discussione quanto di meraviglioso la banda Pioli sta realizzando sul campo. Comprendiamo che la cosa possa far storcere il muso a qualcuno, ma il Milan è primo in classifica con pieno merito. Se ne facciano tutti una ragione e si preparino a fare i conti con la vera grande novità della stagione: il Milan è tornato. E chi vorrà vincere, da oggi in poi, dovrà fare i conti con i rossoneri.