Bonolis? Avanti un altro! Tre giornate a Balotelli: si parla ancora di complotto?
L’ultima giornata di campionato ha lasciato in eredità ai posteri un’unica certezza: il livello della classe arbitrale è decisamente scemato fino a rasentare i minimi storici. Gli episodi di protagonismo in campo superano di gran lunga quelli relativi ad una conduzione di gara perfetta. I referti compilati a fine gara dalle giacchette nere a volte sembrano distinte di guerra.
Esiste un regolamento, lo sappiamo, che prevede comportamenti e sanzioni. Il giocatore che sbaglia paga, il problema è l’entità dello sbaglio che solo l’arbitro ha il potere di pesare. Ma quando sbagliano gli arbitri?
Senza andare su altri campi, la gestione di Tagliavento nella direzione di gara tra Fiorentina e Milan è apparsa agli occhi di tutti, per usare un eufemismo, non adeguata. Eppure quello è un arbitro internazionale e di conseguenza dovrebbe rappresentare il meglio della categoria italiana anche all’estero. Che cosa fa si che si possano verificare degli errori talmente marchiani da essere presi in considerazione da eventuali spot per candid camera? Ma soprattutto, errare è umano e lo sappiamo bene, è mai possibile che ora, con sei arbitri in campo possano succedere ancora questi pasticci colossali?
Eppure pagano sempre e solo i giocatori, a volte giustamente, a volte no, a volte con sanzioni oltremodo pesanti, a volte meno.
Ebbene, mi sembra lapalissiano voler riprendere le parole di Bonolis nei confronti del Milan: “Il pretesto ormai è chiaro, ci deve essere una sceneggiatura scritta che prevede un finale, quello del Milan che ha fatto investimenti e che vuole essere portato in Champions League. È una commedia. È palese. Sono decisioni che sono sicuramente prese a tavolino. Quando l'Inter sarà completamente disinnescata i rigori ce li daranno”. Chissà se ora, dopo il verdetto del giudice sportivo nei confronti di Balotelli, il presentatore di fede interista avrà lo stesso pensiero, chissà se ora vedrà ancora qualcuno ordire complotti ad esclusivo favore del Milan.
Che il regolamento preveda una condotta in campo confacente alle regole della buona educazione, non ci sono dubbi. Ma che debbano essere comminate tre giornate a Balotelli (troppo facile bersaglio visto il suo passato scapestrato) perché ha avuto l’ardire di rivolgersi in toni nervosi ad un assistente, questo si mi sembra un insulto da dover punire.
Soprattutto, tornando ai complotti che i nerazzurri vedono nei loro confronti e senza voler per questo crocifiggere fino alla morte Cambiasso: dove sta l’equivalente misura nel provvedimento disciplinare preso nei confronti del giocatore dell’Inter per il fallo su Giovinco? Ma forse in questo paese di perbenisti e benpensanti, fa più scalpore una parolaccia di uno schiaffo.
Il risultato è che Balotelli non solo salterà la gara di domenica sera contro il Napoli, scontro diretto per sperare nel secondo posto (che un arbitraggio discutibile ha reso di fatto più lontano), ma potrebbe vedere dalla tribuna anche la Juve e il Catania. Sempre che il ricorso del Milan non venga accolto.
Tornando al calcio giocato, la serata di domenica sarà una sorta di spartiacque in questo campionato. La sfida tra Milan e Napoli ne contiene un’altra più personale, quella tra Cavani ed El Shaarawy che ancora non ha rinunciato a risalire al china per ottenere l’alloro tra i marcatori. La partita della svolta potrebbe essere proprio quella contro l’antagonista più quotato, in una serata in cui tutti gli occhi saranno puntati sulle meraviglie del Faraone. La sua cresta è tornata alta, le sue parole surrogano la volontà di voler tornare ad essere decisivo. Il Milan ha la possibilità di avvicinarsi alla squadra di Mazzarri per poi sferrare l’assalto alla Juve che questa sera sarà impegnata in Champions nel tentativo di onorare il calcio italiano nell’Europa che conta. Esattamente li dove il Milan vuole tornare.

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