Clarence Seedorf: quando il professore sale in cattedra. E Nesta al chiodo appende solo la sfortuna

Clarence Seedorf: quando il professore sale in cattedra. E Nesta al chiodo appende solo la sfortunaMilanNews.it
© foto di Giulia Polloli
mercoledì 20 luglio 2011, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli
Giulia Polloli inizia a seguire il Milan per Varesenotizie.it, voce del commento tecnico su Radio RVL, collabora con Tuttoverbania.com ed EcoRisveglio.

Il “professore”, come ormai abitualmente viene identificato Clarence Seedorf da chi ne segue le gesta in campo e fuori. L’uomo di esperienza, quello che può essere determinante in una partita importante o per altri colui che a volte diventa fastidioso per l’atteggiamento in campo quando le sue virtù non sono essenziali per la buona riuscita della gara. Ecco in poche parole riassunti gli animi di chi si trova a parlare di questo giocatore, rimasto in bilico a fine stagione tra un futuro sudamericano e la conferma nel Suo Milan.
Suo volutamente con la lettera maiuscola, come le prove che lui sa dare su quel rettangolo verde. E non solo nelle gare determinanti, quelle in cui è richiesto sangue freddo ed esperienza, quelle di Champions tanto per intenderci, che lui conosce bene, detentore del trofeo con più club diversi, ma anche in quelle dove, da buon professore, sale in cattedra per seguire capillarmente i compagni.
Ne sa qualcosa El Sharaawy, che il primo allenamento l’ha avuto “addosso” per quasi tutta la partitella, come un padre che cerca di dare buoni consigli al figlio, come un maestro che insegna il modo migliore per essere invincibile e infallibile. Questo mi ha colpito di Clarence, perché la costanza con cui dedica le sue “cure” ai più giovani è di certo il valore aggiunto ad un giocatore che Campione lo è senza ombra di dubbio.
Eppure ci sono tante voci che si sollevano per criticarlo, perché a volte la sua insofferenza in campo si tramuta in un corale fischio, che inonda anche la sua S.Siro.
Eppure lui, dopo aver alzato lo sguardo verso chi ne sottolinea la prestazione negativa, a testa bassa riprende il suo lavoro.
Qualcuno sperava, e questo mi sembra un abominio, che non rinnovasse con il Milan, che prendesse altre strade. Eppure io sono convinta che ancora una volta Clarence, memore dell’ultima stagione, potrà essere determinante. Magari in modo discontinuo, con un utilizzo capillare che ne sottolinei le caratteristiche e il migliore stato di forma in ogni singola gara, sempre che lui stesso non compia l’ennesimo miracolo calcistico: perché in queste prime battute a Milanello, al rientro dalle vacanze, Seedorf è il giocatore che ha presentato il miglior stato di forma, con una continuità fisica imperturbabile e sempre pronto agli ordini di Allegri. Un esempio dunque, da seguire, da imitare, da emulare.


Un altro dei giocatori che fanno parte ormai del Senato rossonero è Sandro Nesta, il difensore centrale che più volte sembrava fosse pronto ad appendere le scarpette al chiodo, ma che ad ogni nuova stagione rinnega le voci maligne sul suo conto e si butta nella mischia, voglioso di successi e visibilità come fosse un esordiente. Al chiodo appende solo la sfortuna, si spera, in vista della prossima stagione. Quest’anno poi gli obiettivi stagionali sono davvero ricchi: quella Champions tanto osannata sembra poter davvero rientrare nei programmi della squadra di Allegri e quindi Nesta timbra il suo cartellino per l’immortalità.
A pochi giorni, ormai, dai primi eventi ufficiali, quell’Audi Cup che aprirà la stagione rossonera, rientrano dalle vacanze anche Cassano e Ibrahimovic. Il primo ancora toccato dal tormentone partito dalle parole dure di Prandelli: Cassano in Nazionale solo se sarà titolare inamovibile in A. La risposta del suo tecnico e della società che ne detengono le fantasiose giocate, non si sono lasciate attendere. Né Cassano, né nessun altro giocatore può avere un posto garantito, ma Cassano sarà utile ancora alla causa rossonera. Nonostante il forte pressing della Fiorentina, nonostante per arrivare  a Montolivo, ormai dato per partente si provi a giocare, mediaticamente almeno, la carta Cassano, lui sembra essere sempre più innamorato della maglia rossonera, anche se quella azzurra ha sempre quel fascino particolare che si tramuta in sogno ogni volta la si indossi.
E Ibra? Bè, era scontato il suo ritorno con gol. La sua determinazione, la sua fisicità possente, la sua fame di gloria ne faranno il vertice dell’attacco anche quest’anno, insieme a Pato, deluso dall’uscita del suo Brasile dalla Coppa America, ma sempre più innamorato … del Milan in toto. La sua promessa d’amore f brillare gli occhi a Galliani, che pur continuamente impegnato nelle vicende di mercato, è più consapevole della forza della sua creatura, ricca di ragazzi motivati e pronta soprattutto alla primavera prova del nove, sia sul piano prettamente calcistico che morale. Quel derby di Pechino che  il diavolo vuole vincere, per confermare le sensazioni appena descritte. Il Milan vuole tornare ad essere immortale e in tanti ormai hanno venduto la propria anima al Diavolo.