Quelli che... il campionato non è ancora finito e già han tirato le somme di una stagione che può ancora migliorare, oh yeah!
Quel gonfalone listato a lutto, in S.Ambrogio cuore di Milano, saluta il cantore di tante storie rossonere, che ha lasciato questo mondo senza troppo rumore, perché “el purtava i scarp del tennis”….
Il Milan ora torna al lavoro per preparare il trittico di partite che può valere la stagione. Abbandonate le velleità di completa riconquista della classifica, quando ormai la statistica intimorisce chiunque, il Milan si prepara a sferrare l’attacco al secondo posto già domenica a pranzo, al “Franchi”,contro l’agguerrita Fiorentina in lizza, ancora, per un posto nel’Europa che conta. Il richiamo della Champions, ma soprattutto la voglia di affermazione per la squadra viola guidata da Montella, che dopo aver volato da giocatore sui campi ora si libra leggero nella scalata alle posizioni di attenzione per le panchine future, stanno alla base della motivazione viola nella preparazione alla gara.
E il Milan? Dopo aver vinto contro il Chievo, dopo aver dimostrato di possedere la continuità giusta per aggredire qualsiasi avversario, dopo aver dimostrato di aver raggiunto solidi equilibri ed automatismi anche in difesa, ecco che i rossoneri cercano di liberarsi dai rimpianti delle prime otto sciagurate giornate di campionato, i cui verdetti sono da sommare inesorabilmente nell’accantonamento del sogno scudetto, contro una Juventus che corre veloce con le vele spiegate al vento.
Il Milan dunque si gode semplicemente i frutti di una squadra che è stata work in progress per tante giornate, ma che ora ha consolidato le fondamenta gettate in estate, grazie anche a movimenti oculati nella fase invernale del mercato.
L’addio di Pato è stato metabolizzato dal rientro nei ranghi di Pazzini a pieno servizio (se quell’intervento sconsiderato non l’avesse messo fuori uso anche in Champions, chissà forse saremmo qui a raccontare una storia diversa) e soprattutto dall’arrivo di Mario Balotelli che con El Shaarawy è diventato il simbolo del nuovo Milan, quello cosiddetto della green generation. Ma non solo in attacco, perché De Sciglio fa buona guardia ai pali di Abbiati, sempre più proiettato a ritoccare il record personale di imbattibilità e sempre più tranquillo circa il suo reale valore, ora sotto gli occhi anche degli scettici. A centrocampo la gara contro il Chievo ha ridato visibilità al talento del capitano, che con Montolivo ha diretto la sinfonia rossonero in uno stadio e su un campo impossibili.
Il Milan dunque riparte dalle buone sensazioni e dal risultato di Verona per mantenere almeno inalterata al distanza con il Napoli, che dopo Firenze farà visita al Diavolo in S.Siro. Obiettivo che sembra sempre più alla portata dei rossoneri, quella seconda piazza in classifica che garantisce la comodità di attendere il sorteggio Champions senza le fatiche dei turni preliminari.
La Fiorentina, come già sottolineato, è in scia per aggiudicarsi il bronzo finale, per aggiungere ad una stagione importante quella ciliegina sulla torta che farebbe esaltare, ed esultare, i tifosi toscani.
La partita con il Milan diventa dunque focalizzatrice d’interessi che vanno ben oltre il mero e ultimo risultato. Un confronto con chi d’Europa s’intende, con chi è avvezzo alle grandi sfide, con chi, anche nella sconfitta, lascia sempre il segno nella storia. La Fiorentina arriva senza Jovetic all’appuntamento, giocatore che ha messo la firma sui risultati stagionali della formazione di Montella. La prestazione deludente contro il Cagliari in un deserto “Is Arenas” non tramortisce però le speranze viola, tanto che, notizia delle ultime ore, un po’ come fece Berlusconi nel periodo sfortunato dei rossoneri, Diego Della Valle sembra voglia gustarsi live la partita contro il Milan, agendo magari anche da talismano.
Rossoneri sotto i riflettori anche per le vicende dal retrogusto squisito di operazioni di mercato. Dedè sembra essere un obiettivo non solo dichiarato, ma addirittura forse già conquistato dai rossoneri, stando a quanto trapela dalle parole degli addetti ai lavori che raccontano di un giocatore difficile da trattenere al Vasco de Gama, in cerca di ambiziosi traguardi personali ed economici. Inoltre le recenti dichiarazioni di Galliani, che con il pareggio di bilancio ha dimostrato di poter tornare prepotentemente a trattare affari importanti per la prossima stagione, non possono che aprire spiragli ad arrivi anche illustri oltre che di prospettiva.
Ma prima di sognare in grande, cerchiamo di mantenere ben piantati a terra i piedi nel prossimo mese. Fiorentina, Napoli, Juventus, un trittico davvero fondamentale, su cui dover ragionare. Contro la Fiorentina Allegri dovrà tener conto anche dei giocatori in diffida: ben cinque gli uomini rossoneri che potrebbero andare a rischiare la prestazione contro Cavani e compagni. Tra questi anche il Faraone, il cui talento ha permesso al Milan di arrivare fin qui dall’inferno di inizio stagione. La sete di gol aumenta in maniera proporzionale all’aumentare del distacco dalla vetta della classifica marcatori. Ma non parliamo di crisi, perché analizzando le prestazioni del faraone, solo un cieco potrebbe fermarsi alla scarna vena realizzativa. Lo spirito di sacrificio con cui Stephan affronta le partite è sintomo di grande maturità, di grande talento, di grande altruismo. Il gol arriverà e, magari, visto che tanto è tutto scritto, sarà determinante proprio per la sfida con i partenopei, per sfilare quell’ambito secondo posto proprio agli attuali proprietari.

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