Rispetto per i tifosi! Chi investe risorse ed emozioni non deve subire solo le decisioni dei potenti. La questione "Is Arenas" svela l'inadeguatezza solo del nostro calcio ai tempi moderni
Sarà lo stadio “Is Arenas” la location della prossima gara di campionato Cagliari – Milan. Dov’è la notizia? Nella trafila che il Cagliari ha dovuto affrontare per ottenere ciò che, in fin dei conti, era ed è lecito. Discriminare tra le diverse avversarie di scena a Cagliari per l’assegnazione della sede della gara appare quanto mai paradossale, più che altro dimostra che la gestione del tifo è ancora legata a vecchie dinamiche e che dunque il calcio italiano è ben lontano dal poter essere considerato moderno. Se contro il Napoli la squadra di Cellino ha potuto scendere in campo tra le mura amiche, perché mai contro la Juventus e contro il Milan il Cagliari è stato o doveva essere costretto ad emigrare?
La risposta è facile, lapalissiana quasi: perché il movimento di tifosi attorno alle due regine del calcio italiano è ovviamente diversa. I sei tifosi del Napoli che hanno richiesto il biglietto erano ovviamente facilmente gestibili, facilmente individuabili e separabili dai tifosi di casa. Ma allora sarebbe stato più semplice, seppur non sportivamente corretto emettere una sorta di “editto”(perché le dichiarazioni a riguardo sembrano tornare da qualche viaggio nel Medioevo) che avvisava i tifosi delle squadre ospiti dell’impossibilità di accedere all’impianto sardo per le gare delle proprie squadre contro il Cagliari. O allora era meglio stabilire a priori una quota di biglietti, anche se esigua, a disposizione degli ospiti, così da consentire in ogni caso, in modo uniforme per tutto il campionato, il normale accesso anche di un nugolo di avversari sugli spalti, gioiosi per poterci esser a tifare per la propria squadra.
In Italia però è tutto difficile. Io credo che qualcuno avrà avuto le stesse sensazioni, le stesse idee, ma il nostro Belpaese è solito complicare anche le cose semplici, quindi la giornata di ieri verrà ricordata come quella in cui il buonsenso vince se si ha la pazienza di urlare a squarciagola, ma educatamente, le proprie ragioni. La società di Cellino e i suoi tifosi, soprattutto gli abbonati che hanno dato fiducia al progetto per l’intera stagione, meritano rispetto e non di essere agonizzanti ogni vigilia nella speranza di poter ottemperare ad un loro preciso diritto: vedere la gara per cui hanno firmato un contratto di abbonamento.
Dunque il Milan riprende da Cagliari la corsa al terzo posto e lo fa con l consapevolezza di dover mantenere alta l’attenzione da qui alla fine dei giochi. La performance di Balotelli in azzurro non ha ripetuto i fasti della gara contro l’Udinese, ma forse a causa dei pochi stimoli esistenti nel contesto di una gara amichevole. O forse per l’assenza delle dinamiche di gioco che si sono prospettate invece da subito in rossonero. Sarà compito di Prandelli ridisegnare la squadra a seconda delle caratteristiche degli uomini a disposizione, così come farà lo stesso Allegri nella trasferta contro il suo ex-Cagliari. Problemi in difesa per il tecnico rossonero che fa scaldare Zaccardo pronto all’esordio. Il forfait di Bonera e gli impegni con le nazionali di Yepes e Zapata possono far sperare solo in un riadeguamento di De Sciglio da centrale (ruolo che peraltro il giovanissimo talento rossonero ha rivestito con personalità)visto che anche Salamon sembra essere in ritardo nel recupero della caviglia infortunata. In mediana pronto Boateng che con l’arrivo di Balotelli potrebbe tornare a disegnare geometrie ubriacanti in fase offensiva, consapevole di avere un nuovo punto di riferimento “alla Ibra”(non me ne vogliano gli altri interpreti del modulo offensivo) che potrebbe sbloccare le sue macchinose movenze. Ma il tridente, appunto, prima di Balotelli aveva trovato delle dinamiche dirompenti e il rischio di vedere il gioco rossonero trasformarsi nella forsennata ricerca dell’uomo fisico in avanti, non credo sia nemmeno ipotizzabile. El Shaarawy e Niang hanno dimostrato di possedere personalità e tecnica sopraffina, Robinho scalpita per poter tornare in campo e Pazzini sa di dover essere decisivo. Allegri ha avuto ragione, la squadra ha ritrovato la sua anima, le sue antiche movenze nei rami più giovani che hanno colto l’ossigeno più puro ergendosi sempre più in alto. Le tre creste là davanti hanno smistato energia ai compagni che ora sembrano rinvigoriti e motivati, il Milan ha germogliato nuovi fiori che, se ben illuminati, daranno sicuramente ottimi e gustosi frutti.

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