7 marzo 2007, Milan-Celtic 1-0: meno male che c'è Kakà...
Il 7 marzo del 2007, a San Siro, i padroni di casa del Milan ospitano il Celtic, nel ritorno per gli ottavi di Champions League. Temperatura discreta nonostante l'umidità, con Ancelotti che sembra costretto a vincere. Anche perché l'Inter in campionato sta facendo faville - e vincerà lo Scudetto facilmente, nell'anno del dopo Calciopoli - e i rossoneri sono un gruppo non giovanissimo, eccezion fatta per Kakà. La stella brillante del firmamento meneghino, che fa coppia con Filippo Inzaghi. In difesa c'è Maldini con Bonera, più Oddo e Jankulovski. Il centrocampo è formato da Gattuso, Pirlo, Ambrosini e Seedorf, un sogno. Dall'altra parte c'è Nakamura, recuperato, vecchia conoscenza della Reggina.
Il padrone della serata sembrerebbe Boruc, che poi andrà alla Fiorentina, facendo discretamente ma senza brillare. Si arriva alla traversa di Kakà, a due dal termine dei novanta minuti per poi passare ai supplementari. Meno male che c'è Kakà, scriveranno i giornali nell'edizione successiva. Perché il brasiliano insacca con una discesa di una freschezza straordinaria, dopo tanta sofferenza, firmando l'1-0 che porterà i rossoneri verso la gloria della settima (e ultima) Champions vinta.
MILAN (4-4-1-1)
Dida; Oddo, Bonera, Maldini, Jankulovski; Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf; Kakà; Inzaghi.
Allenatore: Ancelotti
CELTIC (4-4-2)
Boruc; Telfer, McManus, O'Dea, Naylor; Nakamura, Lennon, Sno, McGeady; Jarosik, Vennegor.
Allenatore: Strachan.

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