Allegri guarda al futuro: "Vogliamo avere una buona base per l'anno prossimo"

Allegri guarda al futuro: "Vogliamo avere una buona base per l'anno prossimo"MilanNews.it
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Oggi alle 16:00News
di Federico Calabrese

Alla vigilia di Milan-Juventus, Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida. Di seguito alcuni estratti del suo intervento.

Il Milan è una Squadra da Albo d'oro... Il tifoso ha un senso di disagio, cosa puoi dirgli? Il Milan ha vinto poco negli ultimi anni. Cosa dire oggi al tifoso che ha un senso di disagio profondo?

"Che il quarto posto, come il terzo o il secondo non è da albo d'oro: solo chi vince ci va. Sono arrivato quest'anno, insieme alla società stiamo facendo un buon lavoro, c'è una buona fase. L'ambizione da parte di tutti è di avere una buona base per l'anno prossimo e avere l'ambizione per andare a lottare, come abbiamo fatto quest'anno, per vincere. Poi a fine anno devi chiederti dove si è sbagliato. L'errore non da fare è di andare ad analizzare in modo troppo negativo le cose che sono state fatte, col rischio di buttare anche le cose positive fatte quest'anno. E ripeto: non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, importante sportivamente ed economicamente per rinforzare la squadra e per riportare il Milan agiocare una competizione in cui è di casa, e quindi dobbiamo fare ancora dei risultati".

È l'ora delle scelte: basta con i punti di domanda. Ripartire da Allegri e Tare! Storia e tifosi chiedono rispetto (LEGGI QUI)

di Luca Serafini   @lucaserafini4

Adesso che il miraggio di insidiare l'Inter è evaporato, bisogna pensare a cosa manca (e cosa non serve più) per diminuire il gap. Adesso che mancano 7 punti per partecipare alla prossima Champions, è necessario iniziare a pensare come presentarsi e cosa andarci a fare. Adesso che il governo del calcio sta ricostruendo i suoi vertici, è il momento di avere una presenza ancor prima di un peso politico, che fino ad oggi è stato soltanto un altro miraggio.

È ora di fare delle scelte, chi fa cosa e come. Tanto per cominciare. Alla squadra manca un centravanti, come prima indispensabile necessità. Occorre liberarsi delle zavorre per puntare su un profilo solido, credibile, duraturo: si tratta di fare un investimento importante e preciso. Non servono più mezze figure, non è più il caso di pescare altri giovani che sì, forse, però...  La rosa, la squadra, hanno bisogno di punti di riferimento, di punti fermi, di punti esclamativi. Basta con i punti di domanda.

Si parla di incontri ripetuti tra Allegri, Tare e Furlani per il prossimo mercato. Se ne devono occupare i primi due, rispettando i budget indicati: sono loro l'area sportiva, sono loro gli esperti, sono loro i competenti. Sono solo loro due a dover condurre trattative e concludere operazioni: così come Tare e Allegri non ci occupano di bilanci e budget, allo stesso modo chi si occupa di bilanci e budget non metta il naso nelle scelte tecniche. Anche qui, come in squadra e in rosa, l'unica strada è quella di avere punti fermi, di poter contare sulle competenze e non sui capricci o sulla presunzione: al calciomercato non si gioca, si lavora.

Sarebbe anche ora di riprendere un percorso di rispetto nei confronti della storia del club e dei suoi tifosi. Questa è una società sportiva, una delle più vincenti e prestigiose del mondo, che ha costruito la sua leggenda attraverso le vittorie sul campo e non sul colore delle magliette e dei berrettini. Questa è una delle società che contano più sostenitori sul pianeta, ad ogni latitudine: ognuno di loro fa sacrifici enormi. Chi è vicino spende soldi in viaggi, trasferte, alberghi, attività, biglietti e abbonamenti. Chi è lontano soffre e profonde ugualmente energie, sacrifici, soldi per stare vicino in qualche modo, da Berlino all'Australia, da Madrid all'America. I club sono una realtà, una risorsa, un bacino da coltivare, assistere e casomai proteggere, non smantellare. A cominciare dal costo dei biglietti e dalla loro reperibilità, bisogna riscrivere un rapporto che si sta sgretolando. E i risultati del campo contano molto relativamente. 

Questi ultimi 4 anni hanno detto e scritto in maniera incontrovertibile che poche scelte sono state azzeccate, che nessuna strategia è stata supportata da una filosofia consona alle tradizioni e alle ambizioni del club, che sta per essere smantellato un apparato di competitività e di passione oltre a uno stadio storico per costruirne uno in comproprietà. La misura negativa è colma, ampiamente colma: ancora uno strappo e sarà quello irreparabile. È l'ora di ricucire, non di tirare ancora la corda: a questo scopo è fondamentale usare il cervello e trascurare l'ambizione personale. Una prospettiva inquietante, allo stato delle cose, e la sfida alla Juventus - già insozzata dallo scandalo del caro-biglietti - resta un'occasione da non perdere.