Diretta gol in chiaro, Spadafora si prepara al decreto: aspetta accordo Serie A-Sky

26.05.2020 15:12 di Pietro Andrigo   Vedi letture
Fonte: Ivan Cardia per tuttomercatoweb
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Diretta gol in chiaro, Spadafora si prepara al decreto: aspetta accordo Serie A-Sky

Non solo una proposta: la Diretta Gol è un obiettivo concreto del Ministro Spadafora, che sarebbe già pronto a scrivere il decreto, necessario per superare l’ostacolo rappresentato dalla legge Melandri. Ne scrive il Corriere dello Sport, secondo cui Spadafora non sarebbe però intenzionato a scrivere l’atto normativo “da solo”, ma vorrebbe che prima fosse trovato un accordo tra Lega Serie A e Sky, il principale broadcaster. 

Strada complicata. Una soluzione molto difficile: al momento, tra via Rosellini (sede della Lega Calcio) e Rogoredo (sede di Sky) il clima è gelido, tanto che oggi i club del massimo campionato potrebbero dare il via ai decreti ingiuntivi per ottenere il pagamento della sesta e ultima rata dei diritti televisivi della stagione in corso. Dalla Tv, in realtà, vi sarebbe anche una possibile apertura, a patto di discutere uno sconto per la prossima stagione (come del resto è accaduto in Germania, dove le prime due giornate post ripresa sono state trasmesse in chiaro). La Serie A, invece, prima di sedersi a qualsiasi tavolo vuole il pagamento di quanto dovuto per il 2019-2020. 

E poi c’è la Rai. Oltre a Mediaset, anche la tv pubblica si è fatta avanti. Con una nota stampa del Comitato di Redazione, la Rai ha ricordato che “Se si deroga alla Legge Melandri 'aprendo' i diritti tv criptati e autorizzandone la trasmissione in chiaro, allora bisogna 'aprire' anche i diritti tv a tutti gli operatori televisivi. Altrimenti si darebbe un ingiusto vantaggio alle pay tv che si troverebbero ad avere un pubblico potenziale moltiplicato con palese vantaggio dal punto di vista di immagine e di vendita di spazi pubblicitari. Quindi la proposta del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha senso solo se redistribuisce i diritti a tutti. Altrimenti si rischierebbe  una gravissima violazione delle regole della concorrenza, che provocherebbe un danno enorme alla Rai e alle sue storiche trasmissioni sportive, in termini economici, di ascolti e d'immagine”.