L'AssoCalciatori propone un numero limite di italiani in campo: regola da studiare col Governo
- ROMA, 02 APR - "Gravina anche oggi ha la fiducia e stima delle componenti, poi ci rendiamo conto delle difficoltà e di doverci rimboccare le maniche": così il presidente dell'Aic, Umberto Calcagno, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. "La speranza è che oggi si parli di tante cose e temi a cui noi teniamo da tempo - ha aggiunto -. La federazione non ha strumenti giuridici per imporre che ci siano italiani in campo, quindi speriamo con la politica si possano studiare norme a riguardo. Ma sia chiaro la nostra non è una guerra allo straniero".
Calcagno ha poi precisato che non si è parlato del futuro di Gattuso come ct o del successore di Gravina: "La delusione deve essere trasformata in positività. Ma oggi non si è parlato di un successore per la presidenza, la figura che verrà individuata dovrà essere un passo indietro rispetto a ciò che bisogna fare. Oggi sono importanti i programmi e metterci d'accordo. Poi scegliamo la persona".

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