Pasotto: "Ibra è sparito dalla scena, tornato in quella sorta di zona indefinibile nella quale i tifosi si chiedono da sempre che cosa in effetti faccia in termini pratici"
Marco Pasotto, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport su Zlatan Ibrahimovic: "Lo svedese, a differenza di chi lavora a Milanello e Casa Milan, non ha l'obbligo di metterci la faccia. Quanto meno, non in termini pubblici. Le modalità della comunicazione dello svedese sono cambiate radicalmente con l'arrivo di Tare, che ha colmato la voragine nell'area sportiva e, allo stesso tempo, ha fornito anche il frontman mediatico mancante. Prima ci pensava Zlatan, e a un certo punto era evidente che la cosa fosse eccessiva: davanti alle telecamere ci finiva sempre lui, che peraltro non è un uomo Milan, ma a libro paga di RedBird. Una volta sistemata questa "stortura" con l'avvento di Tare, però, il troppo è diventato più o meno nulla. Sparito dalla scena, tornato in quella sorta di zona indefinibile nella quale i tifosi si chiedono da sempre che cosa in effetti faccia in termini pratici Ibra.
Di Milan aveva parlato nella settimana che ha portato all'ultimo derby, con Cbs Sports Golazo. Prima di allora, era successo a metà gennaio in un podcast croato e soprattutto a ottobre al Festival dello Sport. Apparizioni sporadiche, comunque più legate al suo personaggio e al suo nuovo ruolo più che sull'attualità stretta. Ora, invece, la gente rossonera vorrebbe sapere anche da lui che cosa sta succedendo al Diavolo. Quali sono le contromisure che sta adottando la dirigenza per evitare guai peggiori. Quale sarebbe la sua ricetta, da vecchio lupo di campo e profondo conoscitore dell'ambiente milanista. Magari succederà, magari ci rimetterà il faccione ma intanto Z continua a restare un passo indietro. In buona parte dipende da Cardinale, è chiaro. Lo svedese è il suo super consulente di fiducia, i suoi occhi a Milano, come aveva detto Gerry. E non ha bisogno di uscite pubbliche obbligate, anche perché negli ultimi mesi Cardinale è tornato in città più volte, e quando c'è il boss in persona gli va ovviamente lasciato campo libero. Ibra comunque non ha mai smesso di frequentare Milanello, come sempre riporta direttamente alla proprietà e con RedBird ha in ballo attività commerciali che vanno oltre il club rossonero. Il problema, alla fine, torna sempre a livello di campo: si può immaginare e allestire il progetto più visionario del mondo, ma se mancano i risultati sportivi manca il traino per condurlo in porto".

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