Ravezzani: "Il Milan partiva da un ottavo posto, aveva venduto Reijnders e Theo, aveva preso giocatori un po' scommessa e fatto scelte strane"

Ravezzani: "Il Milan partiva da un ottavo posto, aveva venduto Reijnders e Theo, aveva preso giocatori un po' scommessa e fatto scelte strane"MilanNews.it
Oggi alle 22:00News
di Antonello Gioia

Fabio Ravezzani, direttore di TeleLombardia, si è così espresso su Radio Tutto Napoli.

Secondo te dove sono questi nove punti di distanza tra Napoli ed Inter quest'anno?
"Ma sai, sono nelle partite contro le medio piccole, in cui onestamente io ho visto solo due squadre avere sempre un netto sopravvento rispetto all'avversario medio piccole. Una è l'Inter, che le ha vinte praticamente tutte. L'altra è la Juve, che non ne ha vinte molte. Però sono due squadre in cui, vedendo come giocano, il modo di affrontare l'avversario, vedi che lo mettono sotto, proprio che hanno una forza trainante. Parlo della Juventus di Spalletti. Le altre, a cominciare dal Milan, passando anche per il Napoli, per arrivare alla Roma, hanno sempre avuto partite più equilibrate. Quindi i nove punti in più stanno in questo, cioè io raramente avevo visto come quest'anno una squadra, l'Inter, avere così un netto predominio contro tre quarti del resto del campionato. Poi, per fortuna, hanno perso gli scontri diretti e il campionato è stato un po' più interessante. Però la forza dell'Inter, secondo me, è quella che giustifica i nove punti in più".

Se l'Inter ha nove punti in più del Napoli, il Milan senza competizioni ha un punto in più degli azzurri, cos'è che il Milan però partiva da un ottavo posto. "Partiva da un ottavo posto, aveva venduto due giocatori importanti, Reijnders e Theo Hernandez. Aveva preso al posto dei giocatori un po' scommessa. Ha avuto la capacità di prendere Rabiot, ma non ha avuto la forza, che ha avuto il Napoli, di prendere Højlund, quando c'era la possibilità di farlo. Poi ha fatto anche delle cose strane il Milan, ha preso delle decisioni sul mercato che hanno lasciato tutti un po' perplessi. L'operazione Nkunku, l'operazione Yashari. Ci sta che si sbagli qualcosa, il Napoli ne sa qualcosa, prendiamo Lucca. Però sbagliare così tanto, secondo me il Milan, pur non avendo le coppe, non era così attrezzato per andare molto più lontano di dove è arrivato adesso".