Serafini sulla petizione contro Furlani: "Iniziativa che assume un peso e un significato enorme, oltre che avere ripercussioni gravi sulla reputazione e l'immagine del Milan"
Nel suo editoriale per Milannews.it, Luca Serafini ha commentato così la petizione che i tifosi del Milan hanno aperto per chiedere le dimissioni dell'ad rossonero Giorgio Furlani: "Una petizione con raccolta firme per "esonerare" un amministratore delegato non si era mai vista, nemmeno nelle fabbriche durante gli anni di piombo. Sebbene in questo momento le priorità siano quelle del campo, l'iniziativa social dei tifosi rossoneri assume un peso enorme e un significato profondo: è ovvio che non ha valore legale, ma certamente ha ripercussioni gravi sull'immagine e sulla reputazione del club.
Il risentimento ha radici lontane che affondano nel terreno del milanismo. A Giorgio Furlani le accuse mosse sono molteplici: vanno dalle estrose intromissioni sul mercato, dopo 2 stagioni senza direttore sportivo e l'ultima in cui alcune scelte si sono sovrapposte a quelle di Tare, alla comunicazione frammentaria (quando non assente) e sempre allineata sulla sostenibilità con l'ambizione sportiva azzerata, fino allo smantellamento del tifo organizzato. Soprattutto quest'ultimo punto, oltre naturalmente agli avvilenti risultati del campo, genera l'insofferenza sfociata in una petizione. La politica dei prezzi, dell'accessibilità (o meglio, inaccessibilità...) all'acquisto dei biglietti con percorsi burocratici insopportabili (dal cambio nominativo praticamente soppresso alle code online), per finire al muro contro muro nei confronti della Curva e dei Club. Entità delle quali il Milan sembra volersi sbarazzare aprendo a turisti, passanti occasionali e visitatori.
A Furlani, insomma, si imputa l'assoluta mancanza di contrasto a una filosofia che calpesta i valori della storia, della tradizione, della passione, dell'appartenenza, della partecipazione. Dello sport. Lui, da italiano e milanista almeno dichiarato, avrebbe dovuto assumere il ruolo dell'anello di congiunzione tra le parti. Parallelamente all'incarico di stratega dei bilanci, avrebbe dovuto impersonare la rappresentatività di ciò che è il modo di vivere la passione, la competitività, la voglia di vincere che è propria del Milan. Dello sport. Fondamentale, necessaria, imprescindibile: il tifo rossonero è una risorsa, non un fastidio. È supporto, è sostegno, coinvolgimento e non esclusione.
Mancanze serie, mancanze gravi: sommate agli avvilenti risultati sportivi che si susseguono dal 2023, sarebbero state più che sufficienti per le dimissioni o per una rimozione che sono invece diventate adesso le richieste dei tifosi. Bisogna prenderne atto e decidere di conseguenza. Da giugno bisogna cambiare registro, per evitare che una petizione non si trasformi in una rivoluzione popolare".

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