Avviso ai naviganti: il terremoto societario non giustificherebbe il fallimento Champions
I tifosi del Milan stanno vivendo settimane sempre più dure e colme di punti interrogativi per il futuro del club. Una scena che si ripete ormai da troppi anni e che dovrebbe essere risolta una volta per tutte per rispetto dello stemma che questa gente dovrebbe rappresentare. Da una parte l'Inter festeggia due trofei in pochi giorni mentre dall'altra parte del naviglio emergono ogni giorno notizie sempre più preoccupanti: dalla lite Ibrahimovic-Allegri, all'addio ormai certo di Igli Tare, alle parole di Gerry Cardinale che non hanno fatto altro che infiammare negativamente il sentimento della piazza. A metterci il carico da novanta ci sta pensando anche la squadra che non si ricorda più non solo come si vince ma addirittura come si gioca una partita degna dei colori che indossano. L'ennesima figuraccia è arrivata con il 3-0 in 55 minuti contro l'Atalanta che ha portato i tifosi della Curva Sud rossonera ad abbandonare lo stadio dopo mezz'ora, cosa veramente difficile visto l'incessante ed incondizionato incitamento fino a quel momento, anche nelle ultime pessime partite.
AMBIENTE CONFUSO E SPACCATO, MA LA CHAMPIONS VA CONQUISTATA
Tutto quello che sta accadendo, tutte le indiscrezioni che giornali e giornalisti stanno facendo emergere nelle ultime ore non sono di certo d'aiuto per il momento che la squadra sta vivendo: il terremoto societario alla luce del sole era l'ultima cosa che serviva all'ambiente per tornare sui binari giusti in queste ultime due partite per centrare l'obiettivo che sposta troppo gli equilibri per la prossima stagione. Tutto corretto e tutto vero, credo che nessuno possa affermare il contrario, ma va altrettanto detto però che questo non può e non deve essere un alibi per la squadra per non centrare il quarto posto. Anche la Curva Sud Milano ha voluto ribadire il concetto nella giornata di ieri: "Una società indegna non può essere l'alibi per mancare la qualificazione in Champions" è il contenuto dello striscione esposto e appeso sulla ringhiera di Milanello, un messaggio diretto ai giocatori che continueranno a ricevere il calore e il supporto del tifo organizzato che però deve essere ripagato sul campo.
DUE PARTITE PER GIOCARSI DUE STAGIONI: QUESTA E LA PROSSIMA
Allora già da domenica bisognerà isolarsi da tutte le voci che sono uscite in questi giorni, sperando che il ritiro deciso da Tare e Allegri abbia giovato anche sotto questo punto di vista, scendere in campo e fare quello che qualsiasi giocatore che indossa la maglia del Milan deve fare: lottare fino al 95' e oltre, dare tutto per la maglia, sacrificarsi l'uno per l'altro e VINCERE. Non c'è altra soluzione, non ci deve essere altro risultato, per rispetto del lavoro svolto quest'anno, per amor proprio, per i tifosi che sono sempre presenti e per raggiungere il TRAGUARDO MINIMO, la Champions League, che dovrebbe essere la normalità e mai messo in discussione.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

