Tra anni di parole al vento e slogan vuoti: la comunicazione di Cardinale fa acqua peggio del "suo" Milan
Oggi Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport hanno pubblicato una lunga intervista a Gerry Cardinale. Qui abbiamo già smontato punto per punto le dichiarazioni (al vento) del numero uno di RedBird, mentre in questo articolo ci limiteremo a riportarvi diversi estratti di altre interviste rilasciate dal manager statunitense negli anni. Non c'è bisogno di commenti o analisi, è sempre chiaro e limpido che si tratta sempre delle stesse parole reimpastate.
INTERVISTA A SETTE DEL CORRIERE DELLA SERA 15 settembre 2023
Qui le dichiarazioni integrali.
Sul licenziamento di Maldini ed il cambio di Management: "In quel momento qualcuno aveva commentato: 'Ecco, Cardinale non vuole spendere nel Milan'. Ma credete che investa 1,2 miliardi per guadagnarci subito? È un progetto a lungo termine: voglio vincere, ma non una volta sola, tante, nel tempo. Nel calcio voglio essere un Berlusconi 2.0, avere il suo stesso impatto in un contesto completamente cambiato. Ora, con il più alto fatturato nella storia del Milan e un bilancio che si chiuderà in attivo per la prima volta dal 2006, affrontiamo una nuova fase: vogliamo essere i n.1, ma non possiamo riuscirci senza cambiamenti".
INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA 17 febbraio 2024
Qui le dichiarazioni integrali.
"Contento? Lo sarò quando vinceremo la Champions. Ma Io dico: il campionato è ancora lungo, può succedere di tutto, stiamo a vedere. Dobbiamo migliorare in tante cose, con gli infortuni per esempio. Tutti, a partire da me, devono fare un lavoro migliore. Ma io non mi licenzierò, sarò qui per tanto tempo. Nessuno vuole vincere più di me".
INTERVENTO BUSINESS OF FOOTBALL SUMMIT 29 febbraio 2024
Qui le dichiarazioni integrali.
“Dobbiamo trovare modi per vincere più intelligenti. E da un punto di vista dell’investimento il focus è sul vincere in modo costante. I tifosi e la gente ovviamente sono molto coinvolti e la loro razionalità sparisce: siccome siamo umani tutti vogliamo vincere. Ma nessuno vuole vincere più di me. Sono enormemente allineato alla tifoseria in Italia, ma ho un lavoro da fare. E il mio obiettivo è di vincere in modo costante. E il valore di tutto il movimento continuerà a crescere solo se la competitività è sempre presente. Vogliamo vincere Serie A e Champions League ogni anno, ma il tutto perderebbe di valore. Il punto fermo dello sport è l’imprevedibilità dell’elemento umano. È un discorso più ampio, ma quello che sta succedendo nello sport ai giorni nostri è preoccupante”.
“Sia io che i tifosi abbiamo un “lavoro”, loro sono i miei partner in tutto questo. Loro sostengono la parte emozionale, è fantastico. Il mio lavoro è quello di creare valore e non posso farlo se sono coinvolto emotivamente. È difficile da fare, devi essere disciplinato. Sono un essere umano anche io, voglio vincere più di chiunque altro”.
“Quando compri un club europeo lo “condividi” con i tifosi. I fan ovviamente pensano di essere i proprietari, io prendo la cosa molto seriamente. Io voglio essere la persona che porta valore al loro asset. Lo faccio da 30 anni. Dobbiamo essere però più autosufficienti come movimento, dobbiamo essere più professionali. La cosa che mi preoccupa nel calcio Europeo è che la gente pensa che tu debba spendere di più dei tuoi avversari. Non importa quanti soldi hai, spenderne un quantitativo esagerato non potrà mai essere la cosa giusta da fare. Dobbiamo essere sostenibili, dobbiamo spendere meglio".
Come pensate di competere contro club controllati da fondi sovrani? “Bella domanda. La risposta ovviamente è che non puoi superarli nelle spese, ma dovrei vergognarmi se non fossi quel tizio che spende ogni singolo dollaro di capitale da investire meglio di chiunque altro (spendere meno, ma meglio. Ndr). Questo è l’obiettivo, questo è come competi. Le persone pensano che sia importante la somma che spendi. Ma è come lo spendi, se lo spendi meglio. Non si lavora facendo deficit ma tenendo conto del cash flow. Non è che prendiamo e intaschiamo quello che guadagniamo, lo reinvestiamo nella squadra e nei giocatori”.
INTERVISTA A GAZZETTA DELLO SPORT E CORRIERE DELLA SERA 15 maggio 2026
Qui le dichiarazioni integrali.
C'è davvero altro da aggiungere? Anni e anni di parole vuote e al vento, nel classico stile americano di chi si sente padrone del mondo. Slogan su slogan, ma fatti zero. Nessun campionato vinto, percorsi europei al limite dell'imbarazzo, una (due?) qualificazione in Champions mancate. E soprattutto, nessuna conferenza stampa in diretta per rispondere alle domande dei tanti giornalisti italiani che parlano da sempre di Milan. Chissà se anche in quel caso Cardinale riuscirebbe a dire sempre le stesse cose. Il cash flow sarà anche il suo punto forte, permetteteci di avere dubbi sul word flow.

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