Cosa ha detto l'antipatica sfida dello Zini? Il Milan mono ritmo e la questione di vita o di morte

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Oggi alle 19:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio

Quanto sono antipatiche le partite come quella di oggi? Non per la Cremonese in sé, ci mancherebbe, ma per una serie di fattori che andremo ad elencare. Innanzitutto l'orario: alle 12:30 il Milan pare fare storicamente fatica. Così come chi guarda fa storicamente fatica a godersi il pranzo domenicale. Si arrivava dalla sconfitta di San Siro contro il Parma, la seconda di tutto il campionato 2025/26, e tra una settimana c'è il Derby contro l'Inter. A prescindere da classifica, distanze e sogni scudetti il Derby è sempre il Derby e non si scherza. Anzi, un Leao che ormai ha subito definitivamente il fascino di Milano e della sua tradizione calcistica l'ha definita una questione di vita o di morte. E poi c'era la Cremonese in mezzo a tutto questo, un po' come il prezzemolo in mezzo ai denti.

La gara dello Zini era antipatica: con una vittoria si sarebbe detto che il Milan ha fatto il proprio dovere, senza i tre punti si sarebbe aperto un tavolo di crisi di quelli seri e che avrebbe accompagnato la settimana dei rossoneri fino ad un secondo prima del fischio d'inizio della stracittadina contro l'Inter, prevista a San Siro domenica sera alle 20:45. Cosa ha detto quindi lo 0-2 del Milan sulla Cremonese? Allegri se l'è cavata, ridendo, con un "La vittoria è tutto merito di Bartesaghi che è uscito al momento giusto". Noi cercheremo di andare un attimino più a fondo, anche per provare a capire lo stato di salute della squadra una volta arrivati a marzo, vero crocevia della stagione come ripetuto dal mister fin da agosto. Cominciamo col dire che i 57 punti raccolti da Modric e compagni dopo 27 giornate equivalgono quelli del Napoli campione d'Italia dello scorso anno e anche quelli del Milan di mister Pioli che ha vinto lo scudetto nel 2021/22. Vuol dire qualcosa di particolare? Evidentemente no, perché l'Inter ne ha 67: bravi loro. I rossoneri, arrivati ottavi l'anno scorso, stanno comunque facendo un campionato da rispettare.

Torniamo al match odierno: l'inizio è stato brutto. La squadra sembrava non essersi tolta di dosso il dispiacere post sconfitta col Parma e nei primi 10-15 minuti perfino Modric ha sbagliato scelte e diversi gesti tecnici. Sembrava essere l'antipasto ad un brutto pomeriggio. Poi però con qualche accortezza, come alzare Fofana sulla linea degli attaccanti per favorire un movimento doppio, uno incontro e uno che scappa verso la porta, e con qualche strigliata, Allegri ha ricompattato i suoi ragazzi. I risultati si sono visti: nel giro di poco sia Leao che Pulisic hanno avuto due chance d'oro, entrambe partite da ottimi passaggi filtranti di Fofana. Il francese più che negli inserimenti è capace nella rifinitura per la punta che taglia dentro e l'ha dimostrato anche oggi. Peccato che i due compagni abbiano gettato alle ortiche due chance incredibili. Lo stesso Fofana è poi andato vicino al gol con un sinistro rasoterra dal limite, deviato in angolo da un attento e vigile Audero. Milan che conclude la prima frazione in modo arrembante e sfiora il gol ancora una volta con un colpo di testa di Rabiot che finisce di poco alto sopra la traversa.

Nella ripresa la Cremonese, vista la poca aggressività del Milan in fase di pressing, prova ad addormentare il ritmo con un possesso palla prolungato. Situazione che dura poco, con i rossoneri che riprendono il pallino del gioco in mano e sbagliano l'ennesimo gol clamoroso, sempre con Leao. Rabiot per la prima volta si sgancia e si butta dentro, Modric lo serve col contagiri e Adrien, arrivato quasi sul fondo, serve un cioccolatino a Rafa: il numero 10 arriva in area di porta tutto scoordinato e la spara alta con Audero battuto. Sembrava la classica partita stregata. Anche i cambi per passare al 4-3-3, Leao e Pulisic ai lati di Fullkrug riferimento centrale, non danno la scossa sperata. Il Milan ha continuato ad essere una squadra mono ritmo, senza accelerazioni particolari. Il lato positivo della medaglia è stato quello di non abbattersi e di provarci fino all'ultimo secondo. Al minuto 85 Fullkrug spara alto di testa da ottima posizione vanificando un gran cross di Modric (siamo a quota 4 occasioni da gol nitide divorate), ma la gioia è solo rimandata. Minuto 89, Bartesaghi va sul fondo per crossare, guadagna un corner e si fa male. Al suo posto entra Estupinan che con il primo pallone toccato (forse l'unico?) appoggia per Modric dopo la battuta del corner. Luka va in mezzo, De Winter la pizzica quel tanto che basta e Pavlovic la butta dentro di naso. Grande cuore Strahinja, gol meritatissimo. La Cremonese si butta all'assalto e lascia spazi infiniti. Poco prima del fischio finale Fullkrug spizza di testa per Nkunku, il francese si invola indisturbato verso la porta avversaria, punta Audero e passa a Leao. Questa volta Rafa non può sbagliare e arriva a quota nove gol in campionato.

2-0, vittoria importante, opportunità di allungare ulteriormente sul quinto posto visto lo scontro diretto tra Juve e Roma di questa sera e la possibilità di arrivare al derby con una settimana di lavoro probabilmente serena. Cosa ci ha detto la sfida di oggi? Intanto che il Milan crea, anche quando gioca "male". Però poi spreca un sacco, con quelli che dovrebbero essere i giocatori più affidabili. Ma non molla mai, anche se difficilmente alza il ritmo. La questione della forma fisica della squadra, che gioca una volta a settimana, non deve essere sottovalutata: se l'anno prossimo si va in Champions i ritmi saranno completamente differenti ed è un attimo fare figuracce come quella dell'Inter col Bodo/Glimt.

Ora concentrazione, serenità, spirito di appartenenza e anche un pizzico di lucida follia nello sperare di poter riaprire un discorso che sembrava chiuso. D'altronde è questione di vita o di morte.