Crollo economico e rinvio dell'Europeo: l'addio di Donnarumma non è così scontato

29.03.2020 17:30 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Crollo economico e rinvio dell'Europeo: l'addio di Donnarumma non è così scontato

In maniera ormai regolare si susseguono le voci su un possibile addio di Donnarumma dal Milan, complice il contratto in scadenza a giugno 2021 e il forte interessamento delle big europee per l'estremo difensore rossonero. E' legittimo sottolineare le difficoltà per il rinnovo del giovane portiere, ma sarebbe anche logico considerare l'attuale situazione mondiale ed europea. I top club per le loro spese "folli" dipendono da guadagni che al momento non stanno arrivando (e difficilmente arriveranno anche nei prossimi mesi), di conseguenza questa estate sarà complicato anche per loro spendere e spandere senza freno.

CROLLO ECONOMICO - Tra le mancate entrate di club come Real Madrid e Manchester City, oltre agli introiti sui biglietti, ci sono anche tutte quelle voci relative alle visite ai musei, al merchandising fisico e agli incassi di bar e ristoranti. Perdite che interesseranno anche il Milan, ma proporzionalmente in misura minore rispetto ai giganti europei. E' difficile pensare che questa estate, dopo un'emergenza così drammatica, tali club possano riuscire ad investire senza freni: questo non significa che qualcuno non riuscirà ad accaparrarsi Donnarumma, visto anche il solo anno di contratto residuo, ma il club rossonero non lo cederà mai a prezzo di saldo.

EUROPEO E LOGICA - C'è un altro fattore che potrebbe giocare a favore di una possibile permanenza, e rinnovo, di Donnarumma: il rinvio di Euro 2020. Qualora Gigio non venisse ceduto questa estate, e non arrivasse un prolungamento, si ritroverebbe a giocare la stagione pre-Europeo in scadenza: una situazione certamente non facile per un giocatore che mira, a ragione, ad essere protagonista in una competizione così importante. La soluzione più logica, dunque, sarebbe rinnovare e poi, eventualmente, salutarsi tra un anno, magari sfruttando anche la rassegna europea per alzare ulteriormente il prezzo. Uno scenario tutt'altro che fantascientifico vista la complicata situazione attuale.