Da oggetto misterioso a titolare: lo 'strano percorso' di Pasalic è ancora tutto da scrivere
Max Pezzali in 'Lo strano percorso', suo primo singolo da solita, l'aveva detto: la vita è imprevedibile e in un secondo tutto può cambiare. Lo sa bene Mario Pasalic che, dopo essere arrivato al Milan tra non poco scetticismo generale, è passato dall'essere un oggetto misterioso a segnare il rigore decisivo a Doha nella partita che ha regalato il primo successo ai rossoneri dopo cinque anni. Grazie a lui, che ha sempre lavorato sodo, e grazie a mister Montella che ha deciso, quasi a sorpresa, di puntare su di lui a un certo punto della stagione.
DA OGGETTO MISTERIOSO A TITOLARE - Le prime nove partite Mario le trascorre tra tribuna e soprattutto tanta panchina, mentre nel lavoro quotidiano continua ad impegnarsi al meglio per tornare in condizione dopo l'infortunio alla schiena che lo ha tenuto fuori per 6 mesi. Il turning point della stagione di Pasalic avviene ancora prima di scendere in campo in una partita ufficiale. Vincenzo Montella, nella conferenza stampa pre-Pescara, si sbilancia sul giovane croato, cogliendo di sorpresa tutti i presenti a Milanello: "Sta trovando una condizione importante e si intravede che abbia delle potenzialità importanti. Se potessi lo comprerei". Il riferimento è al fatto che Pasalic sia arrivato al Milan dal Chelsea in prestito secco, senza diritto di riscatto, ma con una prelazione a favore del club rossonero qualora i Blues decidessero di cederlo. il giorno dopo il ragazzo classe 1995 esordisce a San Siro contro la squadra allenata da Oddo. In quei 28 minuti fa intravedere esattamente quello che diceva Montella e colpisce, soprattutto, per la capacità di controllare la palla e calciare indifferentemente con entrambi i piedi. Da quella partita in poi, Pasalic non uscirà più dal campo tra partite giocate da titolare e da subentrato dalla panchina.
FUTURO TUTTO DA SCRIVERE - Il culmine di questi primi mesi in rossonero, però, viene però raggiunto a Doha. Il nazionale Under 21 croato subentra al 74' della finale di Supercoppa TIM a Locatelli e non sfigura affatto, al netto di un paio di palloni persi evitabili, anzi. La ciliegina arriva dopo i supplementari. Mario si trova sul dischetto a tu per tu con uno dei portieri che hanno fatto la storia del ruolo come Buffon e, a soli 21 anni, trasforma con una freddezza incredibile il tiro dagli undici metri decisivo, calciando imparabilmente sotto la traversa. La soddisfazione della dirigenza milanista sul giocatore è totale, come ribadirà anche Adriano Galliani nel post-partita. Una volta capito cosa ne sarà del futuro societario, il Milan potrà quindi pensare di intavolare un discorso con il Chelsea per la permamenza di Pasalic in rossonero. Chissà se la fede del fratello, dichiaratamente rossonero, potrà avere un ruolo nello 'strano percorso' di Mario Pasalic.

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