Destinazione Settlement: ecco spiegata la strategia dei conti del mercato rossonero

05.09.2019 20:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
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Destinazione Settlement: ecco spiegata la strategia dei conti del mercato rossonero

Il mercato del Milan, dal punto vista economico-finanziario, ha avuto un destinatario ben preciso, ovvero l’Uefa. La società di via Aldo Rossi ha operato secondo dettami specifici arrivati dalla proprietà e che sono il frutto dei dialoghi intercorsi, nei mesi scorsi, con la federcalcio europea, in particolar modo con il Club Financial Control Body. L’esclusione dall’ultima Europa League, siglata con il Consent Award davanti al Tas, è stata il passaggio cruciale per sanare le infrazioni degli anni addietro e iniziare il percorso verso il settlement agreement sotto una stella più benevola. Ed è in questo ambito che rientra anche il modus operandi al quale Boban, Maldini e Massara si sono dovuti adattare nel corso dell’estate.

SPESE SOSTENIBILI -  Come abbiamo già spiegato durante il mese d’agosto, il Milan ha potuto “coprire” il primo anno di ammortamenti degli acquisti fatti, per un totale di 83 milioni, grazie alle sole cessioni di Patrick Cutrone al Wolverhampton e di Tiago Djalò al Lille, che hanno fruttato 24 milioni di plusvalenze pure. I metodi di ammortamento a bilancio prevedono che la cifra spesa per comprare un calciatore venga spalmata sui suoi anni di contratto, rendendo così meno pesante, sull’annualità, il carico economico dell’acquisto. La plusvalenza, invece, viene contabilizzata subito, creando così un valore positivo che permetterà al Milan, nel bilancio 2019-20, di chiudere a 0 – a livello di ammortamenti – la sessione estiva. Questo è un segnale importante, visto che i rossoneri si trovano sulle spalle un costo della rosa e relativi ammortamenti che superano, da soli, i ricavi. Un primo passo per l’abbattimento delle due voci è stato fatto, ma è evidente che serva liberarsi di giocatori strapagati in passato per rendere più snello il rapporto. Così come servirà un incremento degli introiti, derivati da una ripresa commerciale che, almeno in superficie, sembra essere ancora ferma. L’assenza della Champions League è certamente un ostacolo, ma Gazidis dovrà attivare l’acceleratore per risollevare una situazione che si è cristallizzata a 15 anni fa.

DESTINAZIONE SETTLEMENT -  Tra la fine del mese e ottobre, la camera investigativa dell’Uefa inizierà il periodo d’analisi dei conti delle società e il Milan riceverà, come previsto, il warning per gli esercizi 17, 18 e 19. Da qui nascerà il rinvio alla primavera 2020 che dovrà portare al settlement agreement, della durata di quattro anni, e ciò entrerà in vigore nel momento in cui il Milan tornerà a qualificarsi alle coppe europee. L’obiettivo sarà quello di diventare una società autosufficiente e in grado di avere ricavi più alti delle perdite. Forse, questa estate, Elliott avrebbe potuto tenere un po’ più larghi i cordoni della borsa, permettendo a Boban e Maldini di prendere qualche giocatore più esperto o più costoso. Ma la strada è tracciata.