Bernardi (DAZN): "Allegri e Tare, un lavoro straordinario. Dirigenza? Il Milan ha tante teste"
Dopo le sconfitte contro Napoli e Udinese, il Milan tornerà in campo domenica contro il Verona. Giorni complicati in casa rossonera, con rumors sul futuro di Massimiliano Allegri e non solo che continuano a volare dalle parti di Milanello. Per affrontare questi argomenti, la redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Davide Bernardi, giornalista di DAZN.
Ti aspettavi questo calo di rendimento nelle ultime settimane da parte del Milan?
"Onestamente no, credevo che a livello mentale, il gap ridotto con l’Inter potesse dare quella spinta emotiva in più. Non mi aspettavo la partita con la Lazio, credevo che anche senza Rabiot il Milan avesse gli ingredienti per vincerla e riaprire definitivamente il campionato: soprattutto dopo il boost del derby vinto, dove la squadra mi è sembrata averne di più dell’Inter. Però bisogna essere onesti fino in fondo, il Milan, al di là di qualche eccezione, ha smesso di sembrare brillante già qualche settimana prima della partita di Roma".
Il 4-3-3 è stato troppo forzato da parte di Allegri?
"Parlare di moduli oggi è un po’ riduttivo. Anche con la formazione tipo, Allegri ha gli uomini per fare il 4-3-3, basta far scivolare la parte destra (Tomori TD, Alexis ED). Oggi tutti cambiano nelle due fasi: Spalletti con Mckennie difende a 5 e attacca in maniera completamente diversa. L’Inter già con Inzaghi difendeva 5-3-2 e si metteva 3-3-4 con la palla, con Barella e Calha vicino ad Acerbi. Non si può parlare di moduli in senso così stretto oggi. Bisogna parlare di uomini, caratteristiche che vanno in campo e attitudine di squadra. Un discorso è giocare con Tomori più due centrali, uno con Athekame più due centrali. Dando per assodato la questione centravanti, Pulisic-Leao-Saelemaekers sono tre uomini offensivi, che il 4-3-3 possono farlo serenamente. Un discorso è se agli stessi uomini chiedi di prendere alti gli avversari, uno se invece chiedi un blocco basso e ripartenze. Un 3-5-2 con Nuno Mendes e Hakimi è una storia, con altri giocatori è un’altra ancora".
Leao è arrivato al capolinea della sua avventura al Milan?
"Credo ad oggi sia impossibile rispondere a questa domanda, credo non lo sappia neppure lui. Per Rafa è stata una stagione complicata, parecchio: ha dato da subito disponibilità a giocare in un ruolo che palesemente non è il suo, almeno non in questo contesto. Da 5-6 mesi combatte con una pubalgia che lo limita chiaramente: si vede che non è esplosivo come lo è stato in passato. Se ho inquadrato il ragazzo, i fischi con l’Udinese gli hanno fatto male. Io credo che il Milan in estate ascolterà eventuali offerte e in base a come finirà la stagione, anche Leao potrebbe fare lo stesso".
Per il futuro, la posizione di Allegri pare in bilico. E anche quella di Tare. Che ne pensi?
"Io credo che Allegri e Tare abbiano fatto un lavoro straordinario, la forbice rispetto al punto di partenza, che era un ottavo posto, è bene ricordarlo, è stata ridotta parecchio. Il Milan è la seconda squadra che ha fatto più punti rispetto alla scorsa stagione. 12 punti in più dell’anno scorso nonostante 3 sconfitte nelle ultime 4, questo lavoro non può essere frutto del caso. A meno che Allegri e Tare per motivi propri non decidessero di separarsi dal progetto Milan, io non me ne priverei ecco".
Moncada, Furlani, Ibra: troppo caos a livello dirigenziale?
"Sicuramente ci sono tante teste all’interno del Milan, molte più rispetto ad altri club in serie A. Il calcio ci insegna che dove c’è struttura e chiarezza, di solito si lavora bene. Avere una struttura più delineata potrebbe aiutare, ma nonostante tutto il Milan quest’anno ha fatto bene, sempre pensando al punto di partenza".
Chi vedresti bene al posto della coppia Allegri-Tare? Da dove si potrebbe ripartire?
"Ovviamente occorre vedere come finirà la stagione, se la squadra riuscirà a tornare in Champions o meno. In generale gli ultimi due anni ci hanno insegnato che al Milan, serve un allenatore da Milan. Una persona che per esperienza e capacità regga la grandezza del Milan".

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