ESCLUSIVA MN - Chiarugi: "Mercato sofferto, ma ho fiducia nel Milan. Piatek? Oggetto misterioso"

05.09.2019 17:00 di Salvatore Trovato   Vedi letture
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ESCLUSIVA MN - Chiarugi: "Mercato sofferto, ma ho fiducia nel Milan. Piatek? Oggetto misterioso"

La redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Luciano Chiarugi. Con l’ex attaccante rossonero abbiamo parlato della campagna acquisti portata avanti da Maldini e Boban, del momento no di Piatek e del futuro del club. Ecco le sue dichiarazioni.

Che voto dà al mercato del Milan?

"Quest’anno un po’ tutte le squadre, non solo il Milan, ci hanno fatto tribolare sotto certi aspetti. Credo che il Milan stia cercando di trovare le soluzioni migliori, anche perché il suo mercato è stato abbastanza sofferto: volevano rientrare con André Silva ma non ce l’hanno fatta, volevano dar via Suso e alla fine è rimasto. Io sono comunque fiducioso del lavoro che andrà a fare la società".

L’inizio di stagione non è stato particolarmente positivo.

"Al di là della prima sconfitta e della prima vittoria deludente, l’importante è che il Milan ritrovi se stesso. Poi vediamo questi nuovi giocatori, mi sembra che l’intelaiatura più o meno sia la stessa, con l’aggiunta di Bonaventura, che, secondo me, farà non comodo ma comodissimo alla squadra. Poi staremo a vedere se si recupererà questo Piatek, che è un po’ un oggetto misterioso. E vediamo quello che potrà dare Leao. Dalle prime partite si può dire poco, vediamo se il lavoro di Giampaolo li porterà a una credibilità forte: credo che alla lunga potrà dare una sua impronta al Milan. Penso sempre che una squadra debba mettersi a disposizione del proprio allenatore: la società lo ha scelto e i giocatori devono cercare di moltiplicare qualcosa in loro stessi per poter far bene".

A proposito di Piatek, la sua astinenza comincia a preoccupare. È solo un problema di modulo?

"Gli uomini d’area di rigore hanno bisogno di trovare una squadra che giochi per loro. Ma anche lui si deve mettere a disposizione per cercare di farsi capire meglio. La cosa è reciproca. Il Milan deve ancora trovare un assetto tattico e il centrocampo deve ritrovarsi. Son convinto che Kessié, stimolato anche dalla mancata cessione, possa far comodo al Milan. Ha già fatto vedere cose estremamente interessanti. Nella scorsa stagione  non ha brillato, ma sono convinto che quest’anno può fare grandi cose. Tornando a Piatek, c’è bisogno che la squadra e l’allenatore capiscano di avere un giocatore che sa sfruttare al meglio le occasioni. A Genoa e nella prima parte al Milan ha dimostrato di essere determinante dentro l’area di rigore. Gattuso aveva una struttura e idee diverse dal punto di vista tattico: Giampaolo deve lavorarci, deve essere bravo a cercare di capire sé stesso e allo stesso tempo i problemi che hanno gli elementi determinanti per la sua squadra".

Tra i colpi del mercato estivo, Bennacer sembra quello in grado di dare subito un contributo importante. È d’accordo?

"L’avevo già visto a Empoli, è un calciatore molto interessante. Una volta trovata la quadratura, credo che il Milan, alla lunga, possa venir fuori. La società deve riportare questo grande club ai fasti che gli competono. Mi è dispiaciuto molto che non abbiano fatto l’Europa League: dopo tanta fatica l’anno passato, mi auguravo almeno che tornassero nel circuito europeo. Ma sappiamo i motivi. Son convinto che il Milan possa, pian piano, tornare a essere quella bella squadra che tutti si augurano. I tifosi milanisti hanno tanta pazienza, basta vedere l’affluenza allo stadio, ma ci sarà sempre un limite".

I tifosi sognavano un grande colpo, si era parlato ad esempio di Modric. Lei si aspettava almeno un acquisto top?

"Modric sarebbe stato il giocatore ideale, ma queste sono operazioni estremamente importanti e forse sarebbe stato rischioso in questo momento. Maldini e Boban stanno lavorando per il bene del club, io ho fiducia. Ancora un po’ di pazienza, sono convinto che il Milan, non sacrificando giocatori importanti - come Donnarumma ad esempio - possa avere avuto ragione. I presupposti per tornare ai fasti di un tempo ci sono tutti".