Inamovibile killer prima, nervoso e in digiuno da gol poi: la parabola discendente di Bacca, tra contesti tattici e mercato

Inamovibile killer prima, nervoso e in digiuno da gol poi: la parabola discendente di Bacca, tra contesti tattici e mercatoMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
lunedì 26 dicembre 2016, 12:00Primo Piano
di Simone Nobilini

Da implacabile ed irrinunciabile killer dell'area di rigore a possibile sacrificio di lusso per l'autofinanziamento di un mercato che, senza closing, resta destinato a vedere pochi movimenti in casa rossonera, in un'annata sinora deludente rispetto alle aspettative. Certamente particolare, la parabola vissuta da Carlos Bacca, finito per figurare ora come un giocatore di cui il Milan, dopo i 20 gol della passata stagione, sembra poter anche fare a meno: questione di nuovi moduli e di uno stile di gioco Montelliano poco volto all'utilizzo di prime punte pure, per un futuro che non da oggi, per il colombiano, potrebbe essere sempre più lontano da Milano.

CAMBIO - In panchina e nel rendimento, andando in controtendenza rispetto ai risultati ottenuti dal Milan. Il 2016 di Bacca ha portato il 70 rossonero ad essere, quantomeno nel corso della gestione Mihajlovic, l'attaccante principe della squadra rossonera: l'uomo da cui passavano gran parte delle speranze milaniste di andare in gol (11 nell'anno corrente, tra Serie A e Coppa Italia) e per cui ogni pallone giocabile in area suonava come campanello d'allarme per le difese avversarie. Con Montella, nonostante l'iniziale tripletta contro il Torino, le cose per Bacca sembrano invece decisamente cambiate, anche a livello di atteggiamento: spesso nervoso e, soprattutto, poco lucido in quella che è la sua specialità, ovvero essere killer in area di rigore.

STATUS - La prima parte di questa nuova annata 2016-17, in sostanza, ha portato Carlos Bacca a veder modificato il suo status all'interno della rosa rossonera: da bomber indispensabile a giocatore di cui, complice l'ottimo rendimento e il modo di interpretare le partite di Lapadula, poter anche fare a meno, terminato in più di un'occasione anche in panchina. Bacca resta un centravanti di caratura internazionale, capace con una sola palla giocabile di saper decidere le partite: l'ultima versione dell'ex Siviglia ha tuttavia deluso, senza gol su azione dal lontanissimo 20 settembre contro la Lazio e con l'ultima rete segnata, su rigore, contro il Sassuolo (2 ottobre). Più lungo digiuno in carriera che Bacca non è riuscito ad interrompere nemmeno venerdì, con grandi palle gol avute in Supercoppa, confermando il proprio momento di difficoltà: la sensazione è che stavolta, dopo la cessione estiva al West Ham quasi formalizzata e poi saltata, la chance di partire definitivamente possa arrivare per davvero. Tra incastri tecnico-tattici ed economici, davanti a 30 milioni di buoni motivi per portare a Montella rinforzi ancor più adatti al proprio stile di gioco.