Kjaer, il silenzioso uomo della svolta: 10 mesi per diventare un pilastro del Milan di Pioli

24.10.2020 20:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Kjaer, il silenzioso uomo della svolta: 10 mesi per diventare un pilastro del Milan di Pioli

Alzi la mano chi il 13 gennaio 2020 credeva che Simon Kjaer potesse avere un impatto del genere sul mondo rossonero. Dieci mesi dopo il danese ha messo d'accordo tutti a suon di ottime prestazioni, da vero e proprio leader della retroguardia rossonera. Eppure in estate c'è stato un momento in cui si pensava che Rangnick, promesso sposo del Diavolo, avrebbe fatto volentieri a meno di lui. Col senno di poi si può tranquillamente scrivere che il famoso ribaltone nel dialogo fra il Milan e l'ex uomo Red Bull a favore dell'ottimo, sia sul campo che nelle dichiarazioni, Stefano Pioli ha davvero segnato un punto di svolta per il club.

IN PUNTA DI PIEDI - Simon Kjaer, arrivato all'Atalanta nell'estate 2019 in prestito dal Siviglia, ha avuto un impatto a dir poco negativo con il frenetico mondo bergamasco orchestrato e diretto da Giampiero Gasperini. L'allenatore della Dea non ha praticamente mai considerato Kjaer nei primi sei mesi e non si è opposto quando nel mercato invernale il Milan ha bussato alla sua porta. Anche il Siviglia, evidentemente in Spagna erano sicuri che Simon avesse già dato il meglio di sé, ha lasciato andare il difensore con una formula davvero vantaggiosa per i rossoneri: prestito di sei mesi con diritto di riscatto a 3,5 milioni e mezzo. Kjaer arriva a Milano in una squadra che sta affrontando cambiamenti importanti dopo un avvio di stagione da dimenticare e si mette subito a disposizione di mister Pioli, che lo butta immediatamente nella mischia. E da quel momento il numero 24, inizialmente anche grazie ai problemi fisici dei suoi compagni di reparto, entra di prepotenza nell'11 ideale dell'allenatore emiliano. Si dimostra essere da subito la guida esperta e sicura che in questi anni è tanto mancata a Romagnoli, facendo sentire a compagni ed avversari tutto il peso della propria esperienza. Dall'arrivo in punta di piedi alla titolarità assoluta, Simon Kjaer ci ha messo davvero poco a convincere allenatore e tifosi.

CHE RISCHIO - Nonostante gli ottimi risultati ottenuti da Pioli nel 2020 (non solo nel post lockdown), in estate il Milan sembrava davvero essere sull’orlo di un’ennesima rivoluzione: Ivan Gazidis, dopo mesi di voci e speculazioni, era pronto ad affidare il nuovo progetto rossonero a Ralf Rangnick, fidato uomo della Red Bull specializzato nel (ri)costruire squadre andando a pescare talentuosi giovani da svezzare calcisticamente. Si leggeva che il tedesco avrebbe fatto a meno di gente come Ibra e Kjaer, non adatti al suo tipo di progetto. Ma il 14 luglio il Milan riscatta per 3,5 milioni di euro Simon Kjaer dal Siviglia, conferma che il danese si è assolutamente guadagnato sul campo a suon di ottime prestazioni. Qualche giorno dopo si scoprono le carte: i rossoneri continuano con Pioli, Ralf Rangnick salta proprio quando sembrava davvero essere ad un passo dalla firma. Kjaer e Ibra possono rimanere e continuare il grande lavoro iniziato a gennaio con il tecnico che ad ottobre era subentrato a Giampaolo.

LEADER NELLA DIFFICOLTÀ - In questo avvio di stagione il centrale classe ’86, 31 anni compiuti a marzo, si consacra definitivamente spiccando come leader della squadra in un momento difficile a causa delle tante assenze. Nelle prime 6 partite, fra Serie A e preliminari di Europa League, con il reparto difensivo in emergenza Simon ha preso in mano la squadra e la difesa intera, guidando il giovane e probabilmente non pronto Gabbia in partite insidiose e assolutamente non scontate. Se Ibra è il re, o come piace autodefinirsi, il Dio di Milano, Kjaer è molto meno mediatico ma ugualmente efficace ed importante. Unico in rosa per caratteristiche, l’ex Siviglia è un uomo chiave soprattutto dal punto di vista mentale e della sicurezza che infonde ai compagni. In soli 10 mesi è passato dall’essere contestato dai tifosi ancor prima di mettere piede in campo al diventare uno degli uomini fondamentali, nonché leader, di questo Milan targato Pioli che stupisce giornata dopo giornata.