La lunga rincorsa di De Sciglio: dopo tanto filo spinato arriva il primo vero trofeo
Non tutti ricordano che Mattia De Sciglio, pur non figurando nella formazione (e nella panchina) che superò l'Inter a Pechino nel 2011, fece parte della rosa di quella stagione e di conseguenza può fare "sfoggio" di quel trofeo nel suo palmares. La Supercoppa di Doha, sulla carta, non è quindi il primo successo in carriera del terzino, sebbene lo sia nella sostanza e nella forma, visto il ruolo da protagonista in campionato e nella finale disputata contro la Juventus.
L'EVOLUZIONE - Dopo l'escalation 2012-13, quando Allegri puntò fortemente sul nativo di Milano, il numero 2 pagò pressioni e infortuni, faticando ad imporsi e tornare sui livelli raggiunti inizialmente. Piuttosto significativo il dato dei minuti giocati dal 2012 fino alla scorsa annata, tenendo conto della sola Serie A: 2.225' nel 2012-13, 1.356' nel 2013-14, 1.311' nel 2014-15 e 1.842' nel 2015-16. Lo scorso campionato fu a due facce, visto quanto accadde dal 2016 in poi, dove il laterale si ritrovò quasi sempre in panchina, riacciuffando la titolarità solamente a fine stagione, complici i problemi fisici di Antonelli. E quest'anno? Con Montella la situazione sembra cambiata radicalmente, visti i minuti incamerati finora (1.226' in quindici presenze) e soprattutto considerando il valore delle prestazioni.
IL NUOVO CORSO - Forse De Sciglio ha impiegato più tempo ad ingranare rispetto ad altri, anche a causa delle scorie che si portava dietro da lungo tempo, ma è innegabile che il suo contributo in campo sia migliorato a vista d'occhio nel corso delle settimane e dei mesi. Stiamo parlando di un ventiquattrenne che è alla sua quinta stagione da protagonista in rossonero e, dopo i tanti problemi, ha ritrovato sé stesso e quella sicurezza che sembrava perduta. Il trofeo di Doha è anche e soprattutto suo, non solo per il provvidenziale salvataggio nei supplementari, ma per i tanti sforzi compiuti negli ultimi anni e finalmente ripagati: il classe '92 ha fatto il suo vero ingresso al Milan dopo l'addio dei big e dei senatori, riuscendo a superare fasi complicate e restando sempre fedele alla causa. Il processo è stato lungo, ma il nuovo corso tanto atteso ha preso il via in maniera assolutamente concreta.

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