Ma è questo l'Origi che ha convinto Maldini e Massara? Divock, se ci sei batti un colpo

Ma è questo l'Origi che ha convinto Maldini e Massara? Divock, se ci sei batti un colpoMilanNews.it
© foto di © DANIELE MASCOLO
lunedì 20 febbraio 2023, 20:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio

Contro il Monza, nel pomeriggio dell'U-Power Stadium, il MIlan è tornato a vincere in trasferta, ha continuato a non subire gol e ha dato seguito ai risultati positivi ottenuti contro Torino e Tottenham. Per parlare di uscita definitiva dalla crisi probabilmente è ancora presto, visto che ci sono diversi aspetti nel gioco da trovare e ritrovare. È sicuramente un'altra musica rispetto al nulla assoluto visto durante un mese di gennaio definibile tranquillamente tragico (sportivamente parlando) e che aveva tolto alla squadra ogni tipo di certezza.

C'è chi però le certezze, quest'anno, non le ha mai trovate: parliamo di Divock Origi, attaccante classe '95 arrivato in estate a parametro zero dal Liverpool. Il belga era atterrato a Milano con un infortunio muscolare piuttosto grave da smaltire, problema che ha condizionato irrimediabilmente la sua preparazione estiva e tutta la prima parte di campionato, costellata continuamente da tanti piccoli stop che hanno minato la sua continuità di utilizzo da parte di Pioli, con il tecnico rossonero che si è trovato in più occasioni a dover spremere fino all'ultima goccia Olivier Giroud, che non si è mai tirato indietro. 

Poi lo stop Mondiale e il ritiro a Dubai, in cui, parole di Pioli, avrebbe dovuto fare il pieno di benzina: niente da fare, Divock si fa male nel primo tempo dell'amichevole contro l'Arsenal. Ennesimo stop muscolare, altra occasione persa per ritrovare la miglior condizione fisica. Arriviamo a gennaio e Giroud, che in Qatar è arrivato in fondo al torneo, scende subito in campo già contro la Salernitana. Origi, preso da Maldini e Massara per far rifiatare il campione francese e per dare a Pioli un attaccante con caratteristiche uniche nel lotto offensivo, non ha mai avuto la continuità fisica per riuscire a dimostrarlo. Eppure qualche lampo c'è stato, con i due grandi gol (seppur inutili per il risultato finale) contro Monza e Sassuolo, entrambi all'incrocio da fuori area. Però poi manca tutto il resto: i movimenti, le corse, l'intesa con i compagni, l'essere in partita. Ultima dimostrazione, la sfida contro i brianzoli di Palladino: il numero 27 è stato schierato titolare, al suo fianco Leao e Diaz; non è mai riuscito ad attaccare la profondità come Pioli ha chiesto espressamente a DAZN nel prepartita, non è riuscito a giocare di sponda e non ha mai dato una soluzione valida ai compagni. Ha invece stabilito un record negativo in questo campionato, totalizzando solo il 20% dei passaggi riusciti: nessun giocatore di movimento con almeno 60 minuti giocati aveva fatto peggio fino alle 23esima giornata.

Bocciato? No, ma sicuramente rimandato. Maldini nelle scorse settimane ha sottolineato come al belga sia stato fatto sottoscrivere un contratto di 4 anni, non 4 mesi. La storia recente del Milan ha dimostrato di come il rendimento di un giocatore possa cambiare drasticamente da una stagione all'altra e di come Pioli, Maldini e Massara, aiutati dai tanti tifosi presenti allo stadio, siano abili a creare un ambiente protetto e ideale per pensare solo al pallone. È anche vero però che Origi, in una campagna acquisti estiva piena di progetti di calciatori, è stato l'unico ad essere arrivato come prodotto finito, completo. Parliamo di un calciatore con anni e anni di Premier League alle spalle, seppur non da titolare fisso, e con gol decisivi in finale e semifinale di Champions League. Se per De Ketealere, Vranckx, Thiaw e Adli è comprensibile non aspettarsi un impatto immediato, per l'ex Liverpool il discorso è diverso, seppur con tutte le attenuanti del caso.

La stagione è comunque ancora lunga, il Milan ha ancora metà campionato davanti a sé e un ritorno di ottavo di Champions League da giocare. Origi ha dimostrato in palcoscenici ancora più importanti di saper far molto male al Tottenham: in rosa è il giocatore con la maggior esperienza europea e ad Anfield era famoso per accendersi nei momenti clou della stagione. Quindi Divock, se ci sei batti un colpo.