Milan a spartito unico. Il 3-5-2 di Allegri ed il digiuno da gol degli attaccanti preoccupano i rossoneri

Milan a spartito unico. Il 3-5-2 di Allegri ed il digiuno da gol degli attaccanti preoccupano i rossoneriMilanNews.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio

La sconfitta di ieri sera al Maradona ha portato alla luce tutti i difetti e le mancanze del Milan di Allegri, soprattutto nel 2026. Non finisce il mondo e la classifica, con i suoi 63 punti, non può essere casuale. Anzi. Se il Milan è lì merita di essere lì. Ma visto che bisognerà evitare in ogni modo di avere dei rimpianti ancora più grandi di quelli che già ci sono, perché è abbastanza frustrante vincere due derby su due e poi ritrovarsi a nove punti dall'Inter, è anche importante mettere nero su bianco cosa può e deve essere migliorato. Anche perché l'anno prossimo in Europa, e non è presunzione pensare che il Milan giocherà la Champions League, non esisteranno situazioni su cui speculare con il classico 3-5-2 a baricentro basso in attesa di sfruttare un errore avversario o andare in rete con una giocata singola casuale.

Così come se ne è parlato in questi giorni per l'Italia se ne può parlare anche per il Milan: nel calcio moderno il 3-5-2, a meno che non si arrivi a giocare a memoria dopo anni di affiatamento, difficilmente riesce a dare quel qualcosa in più quando il livello si alza e si va a competere per vincere. Lo dicono gli annali, lo dicono i numeri, lo dice il campo: il calcio moderno e vincente è quello degli esterni d'attacco dribblomani che creano superiorità numerica e riescono a rompere le gabbie tattiche esasperate che si vedono soprattutto in Italia. E la cosa che fa sorridere è che il Milan ha già in rosa questo tipo di giocatori.

C'è comunque bisogno di andare con ordine per evitare di buttare tutto nel calderone. Allegri è arrivato in estate e ha trovato una situazione, tattica, tecnica, ambientale e mentale disastrosa. Milan ottavo, squadra scollata, pubblico in protesta. Quasi un anno dopo stiamo parlando di grande delusione per non essere riusciti ad essere incisivi come si sperava per la corsa scudetto. Va da sé che il lavoro del tecnico toscano c'è stato ed è stato anche importante. Giusto sottolinearlo.

Così com'è giusto sottolineare che queste ultime settimane ci hanno detto che il Milan ora deve fare lo step successivo. Va bene la solidità, va bene la compattezza, va bene voler essere una squadra che non vuole e non deve prendere gol. Ma è un qualcosa che si può avere anche senza insistere per forza con questo blocco basso a ritmi ridotti ed un gioco perimetrale che ha paura della verticalità (quella efficace, non quella dei lancioni sulla punta). 

Allegri giustamente dice che la condizione necessaria per andare a fare il 4-3-3 è proprio... la condizione. C'è bisogno di un certo tipo di impegno da parte di tutti per non ritrovarsi nelle situazioni in cui si è ritrovati negli anni passati con Pioli, Fonseca e Conceiçao. Nel calcio moderno, il PSG di Dembele, Kvara e Doue lo dimostra, anche i giocatori offensivi devono riuscire a dire la loro in fase di non possesso. Cosa serve? Mentalità e una forma fisica di primo livello. Se sulla prima si può lavorare sulla seconda il Milan pecca in modo evidente. La squadra di Allegri è stata sempre a spartito unico, con pregi e difetti che comporta. Il difetto principale è ovviamente quello di non riuscire a dare la sferzata giusta alla partita, il pregio è quello di rimanere comunque su livelli importanti anche quando è l'avversario a calare. Sarà così anche quando l'anno prossimo si giocherà una competizione europea? Bella domanda. Il lavoro estivo dovrà essere focalizzato su questo aspetto.

C'è poi l'elefante nella stanza. Gli attaccanti del Milan non segnano. Leao non segna da più di un mese. Pulisic l'ultimo gol lo ha fatto 100 giorni fa. Nkunku 63, Fullkrug 79. Gimenez, che ha la forte attenuante dei tanti mesi out, non segna sa 333 giorni. Si può e si deve parlare di Allegri e del suo essere fin troppo conservativo, ma è anche vero che se gli attaccanti non segnano è difficile vincere. È quasi sciocco ribadirlo, ma a quanto pare è necessario farlo. 

IL DIGIUNO DA GOL DEGLI ATTACCANTI DEL MILAN

Christian Pulisic non segna da 100 giorni ovvero dal 28 dicembre 2025, Milan-Verona 3-0
Niclas Füllkrug non segna da 79 giorni. Milan-Lecce 1-0 del 18 gennaio:
Christopher Nkunku non segna da Bologna-Milan 0-3 del 3 febbraio. 63 giorni
⁠Santiago Gimenez in campionato non segna da Milan-Bologna 3-1, 9 maggio 2025: 333 giorni senza segnare in Serie A, ma con 4 mesi e più di stop per infortunio.
Rafael Leao in campionato non segna da Cremonese-Milan 0-2, 1 marzo 2026: 37 giorni senza segnare in campionato, ma con una partita saltata per infortunio (Milan-Torino). In mezzo c’è stata anche la sosta per le nazionali.

Cosa si può fare per tornare a vincere? Innanzitutto, come ha detto il mister, finire la stagione con serenità raggiungendo l'obiettivo. Lo scudetto è andato, la qualificazione in Champions League è lì ed il Milan è padrone del proprio destino. Sarebbe folle mandare tutto all'aria a questo punto dopo una stagione complessivamente positiva. Poi si deve lavorare bene per il futuro. Non ci devono essere situazioni come quelle della scorsa estate, quando Tare si presenta a Casa Milan paventando l'acquisto di un numero 9 "alla Giroud" per poi arrivare agli sgoccioli del mercato e spendere 42 milioni per un calciatore, un esubero del Chelsea, che non è un 9 alla Giroud. L'allenatore va ascoltato e soprattutto va spronato anche ad uscire dalla zona di comfort. Nella conferenza pre Napoli-Milan Allegri ha detto, ridendo, che vuole giocare la Champions con i rossoneri anche perché è da un po' di anni che non partecipa alla competizione. Intelligente com'è avrà sicuramente visto che negli ultimi anni il calcio è cambiato ulteriormente. il 3-5-2, proposto in un certo modo, appartiene al Mesozoico. In Champions League siamo nel futuro. C'è tempo e modo per cambiare e migliorare.

CLICCA SUL BANNER PER ASCOLTARE IL PODCAST DI MILANNEWS.IT