Milan, alla ricerca dell'equilibrio perduto: la forza di Pioli sta anche nel sapersi muovere nelle difficoltà

16.01.2023 18:00 di Manuel Del Vecchio Twitter:    vedi letture
Milan, alla ricerca dell'equilibrio perduto: la forza di Pioli sta anche nel sapersi muovere nelle difficoltà
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© foto di © DANIELE MASCOLO

Una delle basi più solide del Milan vincente di Stefano Pioli, schierato a più riprese con un 4-2-3-1 e impostato con un atteggiamento assolutamente offensivo nell'interpretazione di entrambe le fasi di gioco, è l'equilibrio nell'undici che scende in campo. Un equilibrio che riguarda l'età dei giocatori, un mix di giovani ed esperti, e di caratteristiche: il focus è sull'offendere, ma sempre con un'intensità e un approccio tale da non risultare sbilanciati o spezzettati. Un qualcosa che, per vari motivi, nell'ultimo periodo è successo più volte. 

Tutti i tifosi rossoneri hanno negli occhi la squadra che l'anno scorso ha regalato l'immensa gioia del diciannovesimo scudetto, una squadra che ha portato "a termine" un percorso iniziato nel 2019 e che ha trovato la sua evoluzione naturale nella vincita di un trofeo. Una squadra con un'identità precisa, con tantissimi pregi e qualche difetto. Difetti che il mister, nella fase cruciale del campionato, nelle ultime sette partite, è riuscito a mascherare in modo molto abile. Ma come? Trovando, anche con scelte all'apparenza impopolari, un equilibrio nell'impianto di gioco che ha permesso al Milan di subire pochissimo nonostante un'aggressività, nel pressing e nella ricerca del gol, notevole. 

Parliamo di caratteristiche e non di giocatori, anche perché rispetto alla scorsa stagione la squadra ha subito diverse modifiche: Pioli ha trovato la quadra, quella giusta, quella vincente, facendo affidamento su un centrocampo enormemente muscolare e dinamico (i titolari delle ultime sono stati Tonali e Kessie in mediana, con Krunic sulla trequarti), una difesa che aveva automatismi e la sicurezza necessaria per difendere altissima, grazie anche alla strepitosa forma fisica dei due centrali, Tomori e Kalulu, e all'incredibile punto fermo che era diventato Mike Maignan. Tutti avevano massima fiducia in tutti, si subiva poco e quando succedeva Mike dava l'impressione di essere invalicabile, tra i pali e fuori.

Cos'è successo quest'anno? C'è stata l'evoluzione di Tonali, ormai a completa disposizione del mister per i vari compiti che gli vengono affidati: largo, stretto, avanzato, nei mezzi spazi. Sandro sta completando la sua crescita come calciatore e la sua importanza nel sistema di gioco di Pioli è più che mai massima. Step up anche di Bennacer, da terzo nelle rotazioni a cuore e cervello della squadra: regista dinamico e moderno che pensa in verticale e riesce ad essere efficace anche in fase di interdizione. Dopo le note enormemente positive, quelle dolenti. La prima non può che essere quella degli infortuni, che sta condizionando evidentemente il tutto: catena di destra out contemporaneamente per due mesi, il portiere titolare è ai box da fine settembre (!!), in rosa non c'è più un giocatore con le caratteristiche di Kessie (si potrebbe lavorare su Vranckx) e chi viene utilizzato ora sulla trequarti è molto più "leggero": Diaz riesce comunque a partecipare alla fase di non possesso sebbene paghi la differenza di stazza, mentre De Ketelaere al momento non è riuscito ad esprimersi per quelle che sono le sue grandi qualità offensive, se non a tratti: con lui il Milan, almeno nelle idee di allenatore ed area tecnica, dovrebbe essere un po' più sbilanciato ma anche molto più efficace in fase offensiva. Va aspettato, così come va aspettato Maignan e che rientrino in forma tutti i calciatori rimasti out per tanto tempo finora. Va riconosciuto che è difficile trovare la quadra in mezzo a tante difficoltà, ma è auspicabile, e il come deve riuscire a trovare Pioli, che negli anni in mezzo alle difficoltà si è dimostrato più che capace, che il Milan ritrovi quell'equilibrio che tanto ha determinato anche nel recente passato. A partire da mercoledì, con un trofeo in palio.