Milan, la sconfitta di Valencia fa poco rumore. Ci sono alcune note positive: le dirige Brahim

04.08.2021 23:15 di Antonello Gioia  Twitter:    vedi letture
Milan, la sconfitta di Valencia fa poco rumore. Ci sono alcune note positive: le dirige Brahim
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La sconfitta, di questi tempi, fa poco male e poco rumore, specialmente se arriva ai calci di rigore dopo 90 minuti giocati, per buona parte, su un ottimo livello tecnico-tattico. Sia questo il commento rapido e principale all'amichevole tra Valencia e Milan, terminata 5-3 ai calci di rigore (decisivo l'unico errore del rossonero Krunic) dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari.

PRIMO TEMPO - Perdere - è chiaro - dispiace sempre, ma le indicazioni arrivate dal "Mestalla" sono più che positive per quanto riguarda la squadra di Pioli. Il riferimento è principalmente al primo tempo, nel quale Romagnoli e compagni hanno controllato agevolmente il match creando, ma non sfruttando, diverse azioni pericolose dalle parti di Mamardashvili. I fari sono stati tutti per Brahim Diaz: lo spagnolo ha letteralmente incantato, con giocate eleganti di altissima scuola, ma - e qui la cosa più importante - non fini a sé stesse; tante invenzioni per i compagni e tante giocate utili alla causa: la speranza è che possa mostrarle sempre con questa "pimpantezza" e con una certa costanza nelle partite importanti. La squadra, attorno al suo numero 10, ha disputato, dunque, una buonissima prima frazione tenendo sotto controllo il Valencia dal punto di vista fisico e il pallino del gioco in mano con una prestazione discretamente autorevole di Tonali e una finalmente attiva di Leao. Da segnalare, a dover di cronaca, qualche buco difensivo: uno dal lato del partente Conti, l'altro per un'incompresione tra il centrale e Ballo-Touré. Rivedibile, sopratutto sotto l'aspetto dell'efficacia, la prestazione di Castillejo. È mancato solo il goal, compreso quello annullato ingiustamente a Leao. 

SECONDO TEMPO - Dopo i primi 10 minuti sulla stessa scia del primo, la restante parte del match è stata abbastanza noiosa e, per ciò che riguarda il Milan, meno fluida nel gioco e nella tecnica individuale rispetto alla prima frazione. Ad accendere (gli animi) una rissa sfiorata per un brutto fallo di Krunic su Gaya e la curiosità nel vedere il Milan schierato con il 4-4-2. Dal 60' in poi, infatti, Pioli ha schierato la coppia Rebic-Giroud davanti; non si possono trarre troppe indicazioni da tale prova, considerata la formazione sperimentale in campo in quel momento, ma è chiaro che il tecnico rossonero stia lavorando anche sul altri moduli oltre al 4-2-3-1. È questo, in fondo, ciò a cui servono le amichevoli: mettere benzina nelle gambe, provare nuove soluzioni e rifinire quelle vecchie, fare passi in avanti rispetto al test precedente. Vincere o perdere, di questi tempi, fa poco rumore.