Milan: ora dimissioni e licenziamenti di tutta la dirigenza e allenatore. Via pure i giocatori
L’ennesimo capolavoro della gestione Redbird è servito. Quattro anni di fallimenti targati Gerry Cardinale. Colui che vive di slogan ma che praticamente ha distrutto il Diavolo con le sue scelte senza senso. Siamo di fronte all’ennesima stagione in cui l’obiettivo non è stato raggiunto, nemmeno quello minimo stagionale, probabilmente si andrà verso un ridimensionamento e per due anni di fila il Milan non giocherà la Champions.
Via tutta la dirigenza
Dopo il fallimento certificato con la sconfitta imbarazzante contro il Cagliari, è tempo di voltare subito pagina. La prima cosa da fare sarebbe l’addio del proprietario, ma ciò non è realizzabile se non ci sono offerte per la vendita del club, quindi si passa subito a chi è sotto di lui. L’amministratore delegato Giorgio Furlani primo responsabile per la conduzione del club in questi anni, dove ha collezionato solo brutte figure sotto il piano sportivo. Serve un cambio immediato, poi ridimensionare fortemente Zlatan Ibrahimovic che rappresenta una grande delusione per il tifoso milanista. Continui a pensare ai suoi affari personali extra Milan. E’ necessario anche un reset di chi ha costruito la squadra e di chi propone giocatori inadeguati, dunque via Tare e Moncada. Anche il presidente Scaroni ha dimostrato di non poter ricoprire una carica che di un tempo era di Silvio Berlusconi. Un sacrilegio.
Allenatore e giocatori
Lo stesso Massimiliano Allegri non può rimanere dopo il crollo ingiustificato degli ultimi tre mesi. Il Milan nel girone di ritorno ha collezionato solo 28 punti, una media da squadra che deve salvarsi. Allegri non è riuscito a trovare le contromisure, il suo gioco è stato parecchio deludete e soprattutto non è riuscito a riportare il Milan in Champions. Fallimento. Anche i giocatori hanno le loro colpe, sono crollati tutti, hanno dimostrato di non essere all’altezza e non hanno avuto personalità e orgoglio. Via anche loro dal Milan. Serve fare piazza pulita e ripartire con scelte giuste, altrimenti ogni anno ci si ritrova in queste condizioni.
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